Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
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Brevi cenni sul gruppo dei Ministri straordinari dell'Eucaristia presente in Parrocchia

 

 

IL MINISTRO STRAORDINARIO

DELLA COMUNIONE

 

 

Affine al ministero dell'accolitato, il servizio straordinario della distribuzione dell'eucaristia se ne differenzia per il campo più ristretto e per le circostanze eccezionali in cui può essere svolto. È un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e vere necessità di situazioni, di tempi e di persone.

Ministro straordinario della comunione eucaristica può essere tanto l'uomo quanto la donna. Riceve la facoltà di «comunicarsi direttamente, distribuire la comunione ai fedeli, portarla ai malati e agli anziani, recarla come viatico ai moribondi » (istr. Immensae caritatis ).

La possibilità di questo servizio è un gesto di squisita bontà nella Chiesa, « perché non restino privi della luce e del conforto di questo sacramento i fedeli che desiderano partecipare al banchetto eucaristico » (« Immensae caritatis ») e ai frutti del sacrificio di Cristo. Il profitto spirituale e pastorale, che proviene da questa comprensiva dispensazione della Chiesa, è anch'esso considerevole, sia per i singoli fedeli sia per i gruppi delle case religiose, degli ospedali, degli istituti e simili: un profitto che si riflette naturalmente e si riversa su tutta la comunità (Documento pastorale della CEI « Evangelizzazione e ministeri», 15.8.1977).

 

 

1. Presentazione del Ministro straordinario dell'eucaristia

 

La prima volta che esercita questo ministero, il ministro straordinario della comunione viene presentato dal presidente della celebrazione eucaristica e, inoltre, è ricordato nella preghiera dei fedeli. In questa occasione il celebrante dovrebbe porgergli davanti all'assemblea la pisside, da cui distribuirà per la prima volta l'eucaristia.

 

 

2. La veste liturgica

II ministro della santa comunione indossa la veste liturgica adottata nella sua regione, o una veste che si addica a questo sacro ministero e sia approvata dall'Ordinario. In un'epoca in cui la secolarizzazione minaccia di spazzare via l'abito festivo, tanto importante per la pietà domenicale (i francesi hanno un verbo apposito, « s'endimancher » = vestirsi per la domenica), i ministri straordinari della comunione potrebbero dare al riguardo un esempio all'assemblea, davanti alla quale si presentano.

 

 

3. Il gesto di presentare

 

Nel distribuire la comunione sotto la specie del pane. anche il ministro straordinario deve osservare quanto il n. 117 dei «Principi e norme per l'uso del Messale romano » prescrive in questo caso al sacerdote: « Eleva alquanto l'ostia e la presenta a ciascuno, dicendo: II corpo di Cristo. Il comunicando risponde: Amen, e... riceve il sacramento ». Il gesto di porgere è preceduto da un (breve) gesto di presentazione, affinché non si riduca a un'azione meccanica.

 

 

4. Comunione al calice

Presentando il calice, il ministro della comunione dice a ogni comunicando: « II sangue di Cristo ». Poi gli porge il calice, affidandolo preferibilmente alle sue mani. Asterge col purificatoio il punto da cui il comunicando ha bevuto e poi gira leggermente il calice, in modo che il comunicando successivo beva da un altro punto.

 

 

5. La formula della distribuzione 

 

Mentre l'ostia viene presentata a ciascun comunicando, il ministro dice: « II corpo di Cristo » e il comunicando risponde: « Amen ». L'usanza di accompagnare la distribuzione dell'eucaristia con una formula risale alla più antica cristianità. Tale usanza sta a indicare che il singolo viene preso seriamente in questa azione. In Oriente ogni comunicando è invitato a sussurrare al ministro il proprio nome, affinché questi lo possa pronunciare nella formula di distribuzione.

 

 

6. Il rispetto

Pur con tutta la necessaria sveltezza (non frettolosità), il ministro della comunione deve mostrare con tutto il proprio comportamento di esser cosciente di quel che fa. Nelle liturgie orientali troviamo questo invito rivolto ai diaconi:      « Tremate, perché dispensate fuoco vivo » (dal secolo IV i siriani chiamano l'ostia consacrata « anthrax » = carbone ardente).

 

 

7. Prendere sul serio ogni singolo comunicando

In conformità alla prescrizione citata nel numero 3, il ministro straordinario della comunione è tenuto a usare la formula esplicativa, che in seguito alla riforma è stata recuperata dall'uso cristiano antico: « II corpo (il sangue) di Cristo ». Tuttavia il suo servizio dovrebbe essere animato dallo spirito della formula invocativa precedente, formula mediante cui il ministro invocava per ogni singolo comunicando, quale ultimo frutto dell'eucaristia, la vita eterna: « II corpo (il sangue) del nostro Signore Gesù Cristo ti custodisca per la vita eterna ».

 

 

8. Dopo la distribuzione della comunione

Se il ministro straordinario ha distribuito la comunione col sacerdote, pensa questi a purificare i vasi. Se l'ha distribuita da solo, ripone la pisside, che contiene ancora ostie, nel tabernacolo, si inginocchia davanti al tabernacolo aperto, lo chiude e porta la chiave nel luogo in cui deve essere custodita. Se nella pisside svuotata o sulla patena sono ancora visibili alcune particelle di pane consacrato, le fa scendere attentamente nel vasetto con acqua pronto per la purificazione e poi ripone di lato la pisside o la patena; le particelle più grandi o qualche singola ostia rimasta le consuma lui stesso.

 

 

 

 

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