Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650


Il Vangelo della domenica

18 dicembre 2011

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
(Lc 1,26-38)

Solo Dio può sfidare le leggi della natura, fissate da Lui stesso e per piegarle al suo volere deve usare tutta la sua potenza. Per dare a suo Figlio una madre umana, che rimanesse intatta nel corpo e nell’anima dall’istante del concepimento fino al parto, Dio scelse una ragazza di Nazaret di nome Maria, una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe e le inviò un “messaggero” (traduzione del vocabolo greco “angelo”, ànghelos), il cui nome era tutto un programma: Gabriele significa, infatti, “forza di Dio”. Sono sempre più numerosi quelli che sorridono davanti ad un simile comportamento di Dio (anche tra i cristiani intellettualmente “più evoluti”) e prendono spunto dalle parole del vangelo per avvalorare le proprie tesi: la nascita di Gesù fu, sul piano storico, una fantasia bella e buona. Prevedendo le reazioni di tanti uomini dotti e sapienti di ogni tempo e le loro battute ironiche circa la natura della sua nascita, Gesù stesso, divenuto adulto, prese tutti in contropiede con una frase rimasta famosa: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25). Senza tanti preamboli, l’angelo si rivolse a Maria con un saluto forse più familiare di un ridondante “rallegrati” (che traduce il latino ave ed il greco kàire); tra di loro, infatti, gli ebrei si salutavano augurandosi la “pace”, che in ebraico suonava shalòm (un saluto forse meno allegro e confidenziale, ma certo meno banale del nostro “ciao”, contrazione dell’ossequioso “schiavo vostro” in uso alcuni secoli fa). Ciò che turbò Maria fu il seguito del saluto: piena di grazia: il Signore è con te”. Questo preambolo suonò strano ed incomprensibile alla giovane ragazza di umili origini, la quale restò intimorita da tanta solennità. L’evangelista Luca, che raccolse direttamente da Maria la testimonianza dell’accaduto, non soddisfa la nostra curiosità, perché non ci descrive l’aspetto dell’angelo e noi rimaniamo nel dubbio, con il sospetto che si sia inventato tutto, ma il racconto di Maria, tramandatoci da Luca, va preso in blocco: prendere o lasciare, credere o non credere. Fatto sta che quell’essere di origine non umana (togliamogli pure le ali, l’aureola ed il viso in estasi, l’aspetto efebico e l’andamento svolazzante e tutti i tratti tipici trasmessi dai pittori, grandi e piccoli, dei secoli passati), colse immediatamente il turbamento della ragazza. “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Facciamo finta di non ascoltare i commenti stupidi di chi non crede; il risultato delle parole del messaggero di Dio è tutto lì da vedere: un bambino di nome Gesù, che crebbe, diventò adulto, predicò insegnando un modo di vivere fuori dell’ordinario ed un modo inaudito di rapportarsi con Dio, morì su una croce, fu sepolto e, poi … E poi, i suoi fedeli discepoli raccontarono una storia che aveva dell’inverosimile, testimoniando al mondo intero che quell’uomo di nome Gesù, nato a Betlemme da Maria e da tutti considerato figlio del falegname Giuseppe, cittadino di Nazaret in Galilea, morto ammazzato in quel di Gerusalemme, era RISORTO ed era VIVO. Ed era nientemeno che il SIGNORE! Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Per un attimo, Maria restò senza parola: com’è possibile una cosa così “enorme”? E poi, perché proprio a me? Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Un messaggero celeste, una promessa straordinariamente sconvolgente, una delle leggi fondamentali della natura completamente stravolta, un destino di gloria e di dolore indicibile e tutto in pochi secondi. Possiamo presumere che a Maria cedettero le ginocchia per il peso enorme di quelle parole e che, quasi senza accorgersene, ella si trovò inginocchiata davanti a quell’essere misterioso pronta, comunque, a pronunciare il suo “sì” sommesso ma deciso. Va bene, mi fido e accetto. Non una richiesta di favori, non una parola di commento in più; ancora una volta, come nella vita di ciascuno di noi, valse la regola del “prendere o lasciare” … E Maria “ha preso”, regalandoci il Salvatore del mondo!

torna all'indice>>>

 

 

contatti: info@parrocchiabattu.org