Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
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Il Vangelo della domenica

29 maggio 2011

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». (Gv 14,15-21).

Gesù fissa le giuste coordinate per riconoscere i suoi veri discepoli e distinguerli da quelli fasulli: se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Il cristiano non è credibile se si presenta al mondo sfoggiando solo una profonda conoscenza dei temi teologici od usando belle parole circa la pace, la fratellanza universale, l’uguaglianza tra i popoli e la libertà di poter esprimere la propria fede e le proprie idee. Anche i promotori di tante rivoluzioni, a partire da quella francese, hanno cominciato così: incantando le folle con le belle parole e, poi, tagliando le teste dei loro avversari. Un cristiano è credibile solo se osserva i comandamenti di Gesù, che sono pochi, due soltanto, ma assai impegnativi: ama Dio con tutte le forze del tuo essere ed il prossimo tuo come te stesso. Chi si sottrae a questi “obblighi” morali nei confronti di Dio e del prossimo, potrà anche riuscire ad essere un filantropo capace di fare beneficenza, ma non sarà mai un vero seguace di Cristo, un cristiano sincero. Dio deve essere messo al centro della nostra vita e tutto deve essere rapportato a lui: i nostri sentimenti, i nostri pensieri più nascosti, le nostre azioni ed il nostro modo di parlare e di allacciare relazioni con l’intero genere umano non possono prescindere dalla consapevolezza che Dio è il Creatore ed il Padrone di ogni cosa, il fondamento della nostra esistenza, il principio dell’intero universo, lo scopo ultimo del nostro essere. Chi nega l’esistenza stessa di Dio, chi ne bestemmia il Nome santissimo, chi disprezza le sue leggi scritte nel cuore di ogni uomo, chi rifiuta il suo progetto di salvezza che ci è stato rivelato dal Figlio suo, Gesù Cristo, si incammina su una china pericolosa e rischia di perdere se stesso per l’eternità. Il modo migliore di dimostrare il proprio amore per Dio, che nessun essere vivente è in grado di vedere, di toccare e di sperimentare coi propri organi di senso, è amare il prossimo che ci sta accanto come amiamo noi stessi, anche se il prossimo è rappresentato da persone noiose, petulanti, antipatiche, rompiscatole, pettegole, litigiose e boriose. Gesù ci ha pure detto che bisogna saper andare oltre: occorre amare il nostro prossimo fino al punto di sacrificare la nostra vita! E poi ci sentiamo dire che i cristiani sono dei mollaccioni, bigotti e superstiziosi, ignoranti e retrogradi. Se di noi pensano così, forse non hanno tutti i torti: siamo davvero capaci di amare il nostro prossimo fino a questo punto? Non è forse vero che il mondo sarebbe davvero diverso, se i cristiani si comportassero come ci ha insegnato il Signore Gesù? Se mi amate, il Padre vi darà lo Spirito di verità. La conseguenza inevitabile del nostro essere cristiani in modo serio e concreto, è il dono dello Spirito Santo, che ci rende “santi” elevandoci dalla corruttibilità e fragilità della nostra natura umana e proiettandoci nell’infinita santità di Dio, di cui ci fa essere veri “figli” nel Figlio suo Gesù. Grazie all’azione dello Spirito Santo, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce, tutti i cristiani formano le vera “famiglia di Dio”, di cui la Chiesa è la concreta realizzazione già su questa terra e l’immagine fedele di ciò che sarà alla fine di questo tempo materiale, nel quale noi viviamo la nostra umana esistenza. Non vi lascerò orfani. Dopo aver visto Gesù privo di vita sulla croce, i suoi discepoli hanno di certo pensato che tutto fosse finito nel peggiore dei modi. Insieme al corpo inanimato del loro Maestro, nel sepolcro erano stati sepolti anche i loro sogni e le loro speranze in un mondo migliore, privo di tutte le malvagità che quotidianamente angustiano la nostra vita, ma la resurrezione di Gesù ha ridato a loro ed a noi la certezza che non siamo e non saremo mai soli in questo mondo, pieno di pericoli e di cattiveria. Con noi c’è sempre Lui, il Signore della vita che ha sconfitto l’angoscia della morte e della sofferenza: io vivo e voi vivrete, anche se molti cercano di convincerci che siamo degli illusi e dei sognatori. Noi cristiani “apparteniamo” a Cristo e siamo la sua “corona di gloria” e nulla potrà mai staccarci da Lui se sapremo farci riconoscere dal mondo come coloro che osservano i comandamenti del Signore. Anche se non è facile.

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