TEMPO DI VACANZE, TEMPO DI VITA
SPIRITUALE
Finalmente è
arrivato
anche il tempo delle vacanze.
Qualcuno potrà permettersi di
sceglierle durante tutto il corso
dell’anno, ma i più le possono fare
nei mesi di luglio e agosto.
Comunque sono da tutti sognate,
desiderate e attese.
E’ un
tempo di riposo, di vita all’aperto,
di gioia, di nuove amicizie.
Un tempo non segnato dai ritmi
dell’orologio, ma scandito dai
nostri bisogni di silenzio, di
tranquillità, di amicizia, di
avventura.
Le
vacanze sono un’ottima occasione per
fare un po’ di chiarezza nella
nostra vita, nei nostri sentimenti,
nei nostri progetti e anche della
nostra fede.
Concediamoci qualche spazio di
silenzio all’ombra della Parola,
approfondiamo la nostra fede con
qualche sana lettura, riscopriamo il
gusto intenso della preghiera.
Preghiera delle preghiere è
l’Eucaristia: lì Dio è con noi nella
sua reale presenza, si fa pane di
vita eterna, sorgente della
comunione fraterna. Egli non ha
bisogno di noi, mentre noi abbiamo
bisogno di Lui.
La vita
spirituale del cristiano esige
ascesi:
sforzo e metodo, rinuncia e ordine.
La mentalità corrente bandisce
questi valori come fossero contrari
alla gioia: come se bastassero il
desiderio e la spontaneità personale
per raggiungere una meta ardua. Se
essere figli di Dio è una grazia,
vivere da figli è una
responsabilità.
L’esercizio che dobbiamo applicare
su noi stessi parte dalle piccole
cose.
Primo:
la conoscenza di sé:
pregi, limiti costitutivi, difetti
acquisiti.
Secondo: decifrare i propri
sentimenti,
cosi da chiamarli per nome: gioia,
desiderio, entusiasmo, odio,
collera, tristezza.
Terzo:
dominio di sé:
il corpo stesso con le sue
potenzialità, chiede di essere
guidato.
Un buon
cammino di ascesi comprende anche un
buon uso delle realtà temporali,
secondo una logica di sobrietà e
talvolta di prudenza.
Nella
Chiesa il credente trova l’aiuto per
crescere nell’interiorità, sia in
modo personale che comunitario.
Buone vacanze!
SACERDOTI
DEL SIGNORE
Nella
solennità del Sacratissimo cuore di
Gesù (11 giugno 2010) è terminato
l’anno sacerdotale indetto da
Benedetto XVI°, ma è buona cosa
continuare a volgere l’attenzione a
questo argomento per capire meglio
qual è il nostro ruolo di Sacerdoti
del Signore nell’ambito della Chiesa
e nel mondo.
Sul
monte Sinai,
Dio chiama Mosè e gli dice la sua
intenzione di fare di questo popolo
il suo popolo, non solo, ma di
volerne fare un popolo
sacerdotale. Vale a dire il
mediatore del nome di Dio per tutte
le nazioni, un popolo deputato a
santificare il nome di Dio per tutte
le nazioni. Ecco allora Dio che
fa Alleanza con il suo popolo.
Nell’Alleanza Dio chiede il
consenso, come fosse un matrimonio.
Tutto
Israele viene chiamato ad essere un
popolo sacerdotale, ma tra tutte le
tribù, quella di Levi è dedicata al
culto del Signore, ad essere
sacerdoti. Delle altre tribù sono
riservati al Signore i figli
primogeniti maschi, che venivano
riscattati pagando un’offerta.
Quando
il tempio di Gerusalemme viene
incendiato
dai babilonesi, c’è una grande crisi
e i sacerdoti non sanno più cosa
fare. Allora sorgono alcuni
sacerdoti a leggere in modo nuovo la
situazione. Il primo è Geremia che
ribadisce l’idea che siamo tutti un
popolo sacerdotale e poiché non c’è
più tempio, né vittime, né olocausti
siamo chiamati ad offrire noi
stessi. Allora si scopre che il
vero sacerdozio consiste nel
dedicare l’esistenza al Signore.
La
nostra vita umana è da intendersi
come una liturgia offerta al
Signore. Quindi la volontà,
l’intelligenza, il lavoro, la
fatica, il sesso, il denaro, il
potere, tutto è messo sotto il segno
dell’appartenenza al Signore,
vivendo come persone che
appartengono al Signore sempre.
Questo
è il vero culto che Geremia rimette
in atto.
Si può
dire che in questo contesto, dopo
l’esilio, nasce l’idea del
sacramento: la liturgia diventa
segno dell’offerta del corpo, di
sé. Da qui il culto ebraico ha
incominciato ad esprimersi nei tre
tempi: della preghiera,
dell’elemosina e del digiuno. Essi
sono la santificazione dell’uomo
nei tre aspetti della vita umana: il
rapporto con Dio (la preghiera), il
rapporto con il prossimo
(l’elemosina), il rapporto con le
cose (il digiuno, l’uso sensato e
misurato delle cose).
Qual è
la novità portata da Gesù? Egli
porta se stesso.
Riprendendo
da Geremia, egli afferma che il vero
sacerdozio consiste nell’offrire se
stessi come ricorda il salmo 39”Tu
non hai voluto né sacrificio né
offerta, un corpo invece mi hai
preparato: Non hai gradito né
olocausti, né sacrifici per il
peccato. Allora ho detto: Ecco io
vengo per fare o Dio la tua
volontà”. Sembra voler dire: “io
non ti posso offrire delle vittime,
ma offro me stesso a te o Padre”.
Per
Gesù il vero sacrificio consiste
nell’offrire il suo corpo. Lui è il
centro della mediazione tra Dio e
gli uomini. Lui il nostro mediatore,
il nostro sacerdote e noi il suo
popolo che si unisce a Lui per
offrire al Padre una liturgia di
lode e di ringraziamento. In Gesù
diventiamo anche noi un popolo
sacerdotale. Siamo tutti sacerdoti
perché a tutti è chiesto di offrire
se stessi. Ad alcuni nella
Chiesa si chiede di ripresentare lo
Sposo, cioè rendere visibile l’unico
Sacerdote che è Gesù. Questi sono i
sacerdoti consacrati con il
sacramento dell’ordine.
L’unico
sacerdote è Gesù, ma ci vuole chi
guida la preghiera, amministra i
sacramenti, presiede l’Eucaristia.
Il sacerdote ordinato, è stato
scelto da Dio a rendere presente
Gesù nella Cena Eucaristica, ma
tutti siamo sacerdoti, perché tutti
offriamo noi stessi. Quando si
celebra l’Eucaristia, alcuni sono
deputati a fare da capi della
comunità e a rendere presente
l’unico sacerdote che è il Signore.
Ogni
cristiano tuttavia è chiamato da Dio
a santificare il suo Nome nel mondo
con la sua vita.
ANAGRAFE PARROCCHIALE
Funerali:
Genestrone Giuseppe di anni 81,
vedovo di Marcalli Silvia, deceduto
l’8/06/2010. Camerone Luigina di
anni 72, coniugata con Nai
Francesco, deceduta il 19/06/2010.
Maggi Carmen di anni 87, vedova di
Righi Egidio, deceduta il
23/06/2010. Rossi Enzio di anni 77,
deceduto il 27/06/20101.
Matrimoni:
Si sono uniti in matrimonio Bocca
Gianluca e Biscuola Barbara il 12
giugno. Montorfano Francesco e
Okoeguale Grace il 20 giugno.
OFFERTE
DI GIUGNO
In
memoria di Francesca €.10. In
memoria di Sesto Giorgio e Graziella
€.250. In memoria di Giacomo e
Francesco €.10. Per ceri S.S. €. 25.
In memoria di Michele Aldo e Mario
€.10. In memoria di Mazzucco
Giuseppe €.10. In memoria della Fam.
Provasi €. 40. Per funerale di
ginestrone Giuseppe €.75. Affitto
Palestra €.500. In memoria fam.
Gazo-DeBernardi €.10. In memoria di
Coiladu Antonio €.10. In memoria di
Genestrone Giuseppe €.120 dai vicini
di casa. In memoria di Masera Andrea
€. 10. In memoria di Lucia Giuseppe
Pasqua e Isidoro €.10. In memoria di
Morgantini Giovanni €.20. In memoria
di laura €.10. In memoria di Teresa
e Pietro €.10. Dott. Rossi €. 50. In
memoria di Bonzanini Laudi €. 20.
Per matrimonio Montorfano-Okoeguale
€.100. In memoria di Menardo Afra
€.20. In memoria di Filadelfio e
Antonia €.10. Per funerale Camerone
Luisa €.50, di Salvato Mariangela
€.50. N.N. €.20. In memoria di Lucia
€.30. In memoria di Maggi Carmen €.
50. In memoria di Angelo €.10. In
memoria di fam. Baldina €.10. In
memoria di Emidio e Carmen. €.40. In
memoria di Angelo e Adele €. 10.
GREST
2010
Anche
quest’anno si è tenuto il consueto
oratorio estivo a Battù, conclusosi
con una festa per i genitori e i
bambini venerdi 2 luglio. Tre
settimane tra giochi, balli, canti e
piscina che hanno visto protagonisti
i bambini e i ragazzi.
Un
Grest che a detta di alcuni genitori
è stato organizzato bene, ma che ha
visto generarsi alcune tensioni tra
gli animatori stessi, prorio sulla
conduzione dei giochi e del ritmo
della giornata. Ciò fa capire come
sia sempre presente la
consapevolezza di doversi migliorare
per offrire un servizio all’altezza
delle esigenze delle famiglie e dei
bambini stessi.
La
presenza di 30 animatori è segno il
nostro oratorio può avere un futuro
se questi giovani vengono seguiti e
possono trovare spazio in
parrocchia.
A loro
un grazie e un invito: l’oratorio è
il luogo dove voi potete vivere il
vostro bisogno di aggregazione e di
protagonismo.