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LA PAROLA DEL PARROCO
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MAGGIO –LUGLIO 2006
LA PAROLA DEL PARROCO
Cari fratelli e amici della Parrocchia
di Gesù Divin Lavoratore, così canta il
salmo 115: “Non a noi, Signore … ma al
Tuo Nome da' Gloria”, . Troppo
protagonismo ci ha indotto a pensare che
siamo noi che operiamo, invece nel Regno
di Dio è Lui che semina, è Lui che è
presente e operante: noi siamo campo,
terreno e mondo, a noi compete
l’accoglienza. La religiosità è degli
uomini, la fede è da Dio. Questo è il
tempo del recupero della fede e del
ritorno a Dio. Ora è il tempo della
conduzione dello Spirito: “Lo Spirito
condusse Gesù … Lo Spirito dice alla
Chiesa”.
Lo Spirito Santo in questa stagione
vuole condurci ad una visione teologale
del mondo, spirituale della vita,
laicale dell’esistenza.
La Bella Notizia che ci converte è
credere che “con l’Incarnazione il
Figlio di Dio si è unito, in certo modo,
ad ogni uomo … in Lui ci ha riconciliati
con se stesso e fra di noi e ci ha
strappato dalla schiavitù del diavolo e
del peccato … in virtù dello Spirito
Santo, tutto l’uomo è interiormente
rinnovato, nell’attesa della redenzione
del corpo .. Il cristiano associato al
mistero pasquale va sì, incontro alla
morte, ma andrà anche incontro alla
risurrezione”.
Abbandoniamo, perciò la mentalità
pessimistica e negativa e lo sguardo
mediocre influenzato dal male. Passiamo
ad un “vedere” a partire dal Divino per
cogliere quanto di bene è presente,
anche se solo in germe. Tale sguardo è
acquisibile se ci convertiamo ad una
concezione ricca del primato della
Parola di Dio. Grazie a questo rapporto
privilegiato con la Parola, la Comunità
credente vivrà una nuova stagione
arricchita dalla presenza operante di
Dio nella storia. Se ci siamo ridotti a
pochi, questa è una grazia per
riscoprire l’azione nascosta del Regno
di Dio. Alla luce della storia Biblica,
noi che oggi siamo “il piccolo resto del
Popolo di Dio" siamo chiamati a leggere
ed interpetrare l’attualità storica con
la nostra vicenda personale, discernendo
l’azione dello Spirito Santo che riempie
l’universo.
Occorre stare con Maria sotto la Croce
del Verbo Crocifisso tutti, nessuno
escluso, ad ascoltare ciò che lo Spirito
dice alla Chiesa.
Per convertirci al mistero della
Presenza operante e attuale di Dio
occorre guardare a tutte le occasioni
che il Signore ci offre, cogliendole
come opportunità per leggervi il
Vangelo. Il Vangelo si legge con la vita
e la vita riflette Vangelo. Il Vangelo è
dentro la vicenda umana come ha
predicato Gesù, e come Egli ha fatto ,
deve essere fatto emergere e deve essere
esplicitato.
Cinquanta anni di modernità sembrano
aver spazzato via due millenni di
cristianesimo, con il suo patrimonio
d’arte, di storia; la cultura
cristianamente ispirata sembra non
esserci più. Ciò non è vero. Non
lasciamoci convincere da coloro che lo
dicono. Sotto l’albero tagliato
rimangono le radici, sotto il crollo
delle torri e dei muri rimangono i
fondamenti, così è anche per le
coscienze. Non spengiamo il lucignolo
fumigante del bene. Guardiamo alla
nostra e all’altrui coscienza dove
rimangono aneliti, desideri, slanci,
interrogativi ed intuizioni buone.
Per le nuove generazioni è come partire
da zero, come cominciare una cosa nuova;
ciò significa l'impegno per una Nuova
Evangelizzazione.
Ascoltiamo i gemiti dell’umanità come ha
fatto il Dio del roveto Ardente, non
chiudiamoci nella cerchia dei pochi:
siamo chiesa di popolo di Dio. Non
pensiamoci grano separato dalla zizzania
finché siamo dentro il campo.
Con questi sentimenti auguro a tutti
Buone Vacanze!!!
don Mauro
(Questo scritto che segue, mi è stato
consegnato ed è stato affisso
all’ingresso della chiesa, siccome
diversi parrocchiani lo hanno chiesto,
ho deciso di pubblicarlo)
VITA DA PARROCO
Il "parroco" sbaglia sempre...
"beato chi non si scandalizza di me" (Mt
11,6).
Se il parroco ha un volto gioviale è un
ingenuo.
Se è pensoso è un eterno insoddisfatto.
Se è bello: "perché non si è sposato?".
Se è brutto: "nessuno l'ha voluto!".
Se va all'osteria è un beone.
Se sta in casa è un asceta sdegnoso.
Se va in "borghese" è un uomo di mondo.
Se veste con la "tonaca" è un
conservatore.
Se parla con i ricchi è un capitalista.
Se sta con i poveri è un comunista.
Se è grasso non si lascia mancar niente.
Se è magro è un avaro.
Se cita il Concilio è un prete moderno.
Se parla di catechismo è un
"tridentino"!
Se fa una predica lunga più di 10
minuti: è un parolaio.
Se fa una predica corta: non sa cosa
dire.
Se alla predica alza la voce, grida e si
arrabbia con tutti.
Se parla normale non si capisce niente.
Se possiede una macchina è mondano.
Se non ne possiede non segue il tempo.
Se visita i parrocchiani, gironzola e
ficca il naso nelle loro cose.
Se sta in canonica, ama il distacco
e non va mai a visitare i suoi
parrocchiani.
Se chiede delle offerte è avido di
denaro.
Se non organizza delle feste la
parrocchia è morta.
Se trattiene i penitenti a lungo in
confessionale
dà scandalo o è interminabile.
Se nel confessionale è svelto non
ascolta i penitenti.
Se incomincia puntualmente la Messa il
suo orologio è avanti.
Se incomincia un tantino più tardi,
fa perdere il tempo a tutti.
Se fa restaurare la Chiesa fa spreco di
denaro.
Se non lo fa lascia andare tutto alla
malora.
Se parla con una donna si pensa subito
di costruire un romanzo rosa.
Se vuol bene alla gente è perché non la
conosce...
Se è giovane è senza esperienza.
Se è vecchio è ora che se ne vada in
pensione.
E... se va altrove, in missione o se
muore:
chi lo potrà sostituire...?
LA RICETTA DI NONNA AMALIA
Pezzata molisana
Ingredienti:
1 Kg di carne di pecora (coscia o
spalla)
1 cipolla, 3 pelati, prezzemolo, 1
rametto di rosmarino
1 peperoncino piccante, olio
extravergine d’oliva, sale
Preparazione: facile; Tempo: 2 ore e 15
minuti; Calorie a porzione: 950
Procedimento:
Tagliate la carne a pezzi non troppo
piccoli ed eliminate il grasso.
Mettetela in una casseruola con cipolla
affettata, i pelati spezzettati, il
prezzemolo tritato, il rosmarino e il
peperoncino. Aggiungete 4 cucchiai
d’olio e coprite il tutto d’acqua.
Salate.
Sigillate la casseruola con alluminio e
incoperchiate in modo che resti ben
chiusa. Cuocete a fuoco basso per circa
2 ore, scuotendo ogni tanto la
casseruola ma senza scoperchiare mai.
Portate a tavola in casseruola
sigillata, scopritela e servite la carne
con il sugo accompagnata da pane
casereccio
FOTOCRONACA PARROCCHIALE
LA FESTA DI MAGGIO
IL GREST
LE VACANZE IN MONTAGNA
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