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LA PAROLA DEL PARROCO
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AURORA OTTOBRE-NOVEMBRE 2007
LA PAROLA DEL PARROCO
Cari fratelli,
sorelle amici tutti della Parrocchia, in
questo mese vorrei utilizzare questo
spazio per dirvi qualcosa sulla santità!
Cominciamo
innanzitutto con l’affermare che ad
essere il Santo per eccellenza è solo
Dio. I cherubini schierati l'uno di
fronte all'altro in Is 6, 1-10 esaltano
la gloria di Dio che abbraccia l'intero
universo, ne cantano le lodi e lo
proclamano "Santo, santo, santo". Questa
espressione, che fra l'altro rende anche
l'idea della Trinità, sottolinea con
forza che unico ad essere Santo in
quanto Signore della gloria e giudice
universale degli uomini (Is 1,4) è il
solo Dio Onnipotente e la sua grandezza
non è compatibile con la finitudine
umana (Sir 18, 1-4).
Egli è il Santo perché perfetto e
ineffabile, unico che possieda tutte le
fattezze di impeccabilità e
magnificenza. Santità vuol dire infatti
perfezione assoluta; e chi può vantare
un tale attributo se non il Creatore e
Legislatore dell'universo? E chi si può
assumere come modello esaustivo di
perfezione se non Colui che è la somma
di tutte le perfezioni? Dio solo è
Santo. Eppure, se osserviamo con
attenzione alcuni passi della Bibbia,
Dio non trattiene per se stesso questa
santità ma al contrario vuole che anche
gli uomini ne siano partecipi: Non per
niente lo stesso Signore ci rivolge
l'esortazione: "Siate santi, perché
io il Signore vostro Dio sono Santo"
Lv 19, 2; Gesù ribadisce lo stesso
invito, affermando: Siate perfetti come
perfetto è il Padre vostro che è nei
cieli" mentre Paolo parla di coloro che
"a ciò predestinati, si sono resi
conformi all'immagine del Figlio di Dio"
(Rm 8,29). Il libro dell’Apocalisse
(Cap. 6) ce li descrive rivestiti di
"vesti candide del sangue dell'Agnello
dopo aver affondato la grande
tribolazione e avendo ottenuto il divino
sigillo". Dio insomma non soltanto
consente ma addirittura ci invita ad
essere Santi. Se poi gettiamo lo sguardo
sul termine "Santo" secondo l’originale
greco, osserveremo che questo nelle
Lettere Paoline e per estensione in
tutto il Nuovo Testamento indica
semplicemente il fedele, il membro della
comunità ecclesiale... Insomma il
cristiano stesso. Questo di fatto non è
mai stato smentito né trasformato, al
contrario si ribadisce più volte in seno
alla vita ecclesiale che tutti possiamo
anzi dobbiamo essere santi e tale
categoria non appartiene solo a quanti
sono stati innalzati all’onore degli
altari.
La santità è infatti la vocazione
universale di tutti i battezzati e
chiunque si definisca cristiano è votato
ad essere santo. Il Documento ecclesiale
Lumen Gentium sottolinea con forza
questo assunto: prescindendo dalla
specifica vocazione personale di
ciascuno, tutti i membri del Corpo di
Cristo sono tenuti a perseguire quale
primario obiettivo la santità ed essere
santi è l’obiettivo che ci accomuna
tutti prescindendo dalla nostra
vocazione singolare specifica. Questo
vuole soprattutto il nostro Battesimo,
che è il vincolo sacramentale primario
che in modo indissolubile, nello Spirito
Santo ci lega a Cristo per orientarci
verso il Padre. In che cosa consiste
però la santità? Come si realizza? Per
poter rispondere adeguatamente,
consideriamo con attenzione il seguente
passo di Paolo: "Fatevi miei imitatori,
come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi
perché in ogni cosa vi ricordate di me e
conservate le tradizioni così come ve le
ho trasmesse. Voglio però che sappiate
che di ogni uomo il capo è Cristo, e
capo della donna è l'uomo, e capo di
Cristo è Dio." (1 Cor 11, 1-3)
L'apostolo qui invita tutti i suoi
discepoli a seguirlo e ad agire come
lui. Anche nella Lettera ai Galati vuole
essere imitato e chiede che negli
atteggiamenti non lo si perda di vista.
Ciò tuttavia non perché intenda
affermare se stesso o esaltarsi rispetto
a tutti gli altri, ma perché lui a sua
volt si rende "imitatore di Cristo". In
pratica Paolo riconosce che Cristo è già
sufficiente come via per arrivare a Dio
Padre e ottenere la salvezza; sa
benissimo che Egli, Verbo Incarnato, è
l'unico modello ed esempio di perfezione
per tutti gli uomini e che basta
comportarsi come Lui si è comportato (1
Gv) per fare la volontà di Dio su questa
terra e raggiungere la salvezza; quindi
ammette che solo Lui va imitato.
Tuttavia l'apostolo nota nei suoi fedeli
una certa difficoltà ad avere Cristo
come punto di riferimento: la durezza di
cuore, l'incapacità degli uomini a
comprendere il Mistero e la naturale
debolezza che conduce ad anteporre tante
altre cose allo stesso Cristo ostacolano
che questi possa essere imitato e
seguito con la dovuta immediatezza;
cosicché è necessario che Paolo proponga
se stesso come modello di vita onde
orientare i propri fratelli verso di
Lui. Non che Paolo voglia essere imitato
di per se, ma chiede ai discepoli che
imitino lui per avere un quadro più
chiaro di come imitare Cristo e questo
ha una finalità: che tutti nessuno
appartenga a se stesso o metta se stesso
come fine ultimo ma che si senta di
appartenere a Cristo e di restare a lui
vincolato. E siccome Cristo è il Figlio
di Dio, così realizzare la volontà Dio
in questo mondo.
Naturalmente, per poter avanzare
siffatte pretese di avere seguito da
parte degli altri, Paolo doveva essere
per forza un uomo "perfetto", cioè
capace per forza di imitare Gesù Cristo
in tutto e per tutto e di fatto
l'apostolo può ben vantare di esserlo
stato. A testimoniare per lui è la sua
stessa vita di conversione e di verve
inarrestabile nel ministero di
predicazione.
Anche noi
facciamoci imitatori di Cristo e dei
Santi!
don Mauro
ANAGRAFE
PARROCCHIALE
BATTESIMI
10) BANDI LORENZO di Eugenio e Conti
Simona
11) BIAGETTI LORENZO di Maurizio e Gatti
Maria Carla
12) LANZA LUCA di Roberto e Maida Anna
13) RICCIARDO LORENZO di Adriano e
Giurba Caterina
14) MONTAGNA MIRIAM di Andrea e Rossi
Nadia
15) SCANDONE FRANCESCA ANNA di Maurizio
e Massa Maria Teresa
16) COTTA ALESSIO di Emilio e Zimbello
Valentina
17) FARO ALESSIA di Marco e Paternoster
Lorenza
18) CENTINEO CRISTIAN di Fabio e Silva
Stella
19) MONTALBO SAMUELE di Andrea e
Bovolenta Roberta
20) ICCARDI FILIPPO di Maurizio e
Chiartano Cristina
21) PICCOLO ANDREA di Gianni e Stampa
Maria Teresa
22) ROMUSSI LUCREZIA DOMENICA MARIA di
Gianluigi e Varco Lorenza
23) CAPUZZO VICTORIA LORENZA di Loris e
Moscatiello Anna Maria
24) NOBILE GABRIEL di Massimo e Arapi
Ahurata
25) CORTEZ GEREMMY ALESSANDRO di Vinicio
Sergio e Royes Sorto Kenia
26) ROMUSSI JAN PAWEL JOSEPH di
Francesco e Agnieszka Jurkowska
27) TORRI GAIA di Alessandro e Paiarin
Erika
28) TROTTI SOFIA di Alessio e Salzano
Laura
29) BONGIOVANNI ILENIA di Michele e
Pellegrino Monica
30) CORDONE ANDREA di Marco e Soncin
Sabrina
MATRIMONI
3) BRANCA MARCO e GIARDA GIOVANNA
4) SALVADEO ENRICO e MUSANTE MAURA
5) GATTI DEVIS e MILANESI VERUSKA
FUNERALI
17)SIMONATO ALIDA in Borile
18) ALBERINO LUCIA in Bazzan
19) BAZZAN GIUSEPPE
20) BRAGA CARLA ved. Icardi
21) MADONIA GIUSEPPE
22) BAIARDI FRANCO
23) DIANIN MARIA
24) BALCERINI GIUSEPPINA ved. ZAnacco
25) ZANOVELLO TERESA ved. Targa
26) BAROZZI ELENA ved. GROLLA
27) GUALLINI ROSETTA in Quarti
28) FINOTTI LUIGI
29) GUAZZELLI OTTAVIA FILOMENA ved.
Valdrighi
OFFERTE PER LA CHIESA
In mem. Def. GIOVANNI € 10; In mem. Def.
MARIO e MARIA € 5; In mem. Def. FAM.
UBBIALI € 10; In mem. Def. CESARE e
ORTENSIA € 10; In mem. Def. SANTO, ROSA
e SEVERINO € 5; In mem. Def. FAM.
PICCOLINO € 30; In mem. Def. FAM.
SALVADEO € 40; In mem. Def. FACCIONI
GIOVANNI € 20; In mem. Def. FRANCESCA e
ACHILLE € 20; In mem. Def. FRANCESCO e
BARBARA € 10; In mem. Def. MASINI FRANCO
€ 5; IN mem. Def. GIOVANNA € 10; In mem.
Def. FAM. BERTUGGIA € 40; In onore di S.
Pio da Pietralcina, FAM.GIOLO ZEFERINO €
20; In mem. Def. LUCIA e MARIAROSA € 20;
In mem. Def. BAIOCCHI ETTORE € 10; In
mem. Def. LIDIA € 5; In mem. Def. FAM.
CASALINO € 10; In mem. Def. ALDO €5; In
mem. Def. ANTONIO € 5; In mem. Def.
BARBARA € 30; In mem. Def. ROSINA e
ETTORE € 15; In mem. Def.
MARIA,FRANCESCO,GIOVANNI e NICOLA € 10;
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA € 50; In mem.
della SIg. ROSETTA GUALLINI in QUARTI i
vicini di Via Vignale e Via Vercelli
offrono € 70.
IL PALIO E FESTA DI SAN CRISPINO E
CRISPINIANO 2007
FOTO
COME COMPORTARSI IN CHIESA
- La chiesa è anche tua, perché è "casa
di Dio", e quindi dei suoi figli.
Comportati dignitosamente nel luogo
sacro, e abbine cura.
- Quando vi entri, spengi, per favore,
il cellulare; se lo dimentichi acceso e
suona, spegnilo subito. Ricordati che è
più importante quello che stai facendo
che non la chiamata in arrivo.
- Fa' bene e senza fretta il segno
della Croce con l'acqua benedetta, che
ti ricorda il tuo Battesimo: quel
sacramento ti "lavò" l'anima e ti fece
cristiano, cioè figlio di Dio.
- Entrato in chiesa, saluta Colui che
ti ospita, il tuo Signore e dopo di Lui,
la Madonna ed i Santi, che ti possono
aiutare per incontrarlo.
- Il luogo dove si conserva
l'Eucaristia è segnalato da una lampada
rossa accesa, simbolo della tua fede;
inginocchiati, per adorare Gesù Cristo
presente.
- Certi modi di vestire (scollature,
calzoncini, minigonne, ecc.) tu sai che
non sono mai consone al "tempio dello
Spirito Santo" che è il tuo corpo (cfr.
1 Cor 6,19) e alla casa di Dio, dove sei
entrato. In ogni caso, distingui
l'abbigliamento adatto per la chiesa da
quello per i giardini pubblici o per la
spiaggia.
- Sii puntuale alle celebrazioni,
altrimenti potresti disturbare il
raccoglimento e la preghiera. Non
"fuggire" prima del congedo, aspettando
che il sacerdote sia tornato in
sacrestia, meglio se partecipi
all’eventuale canto finale.
- Nelle funzioni liturgiche occupa i
posti liberi, vicino agli altri e in
prossimità dell'altare per poter pregare
uniti e scambiarsi i gesti liturgici.
- Nel partecipare alla preghiera
comune: unisci la tua voce, senza
gridare, non precipitare,
va' a "tempo", pregando con gli
altri.
- “Chi canta prega due volte”
(Sant’Agostino). Se proprio sei
"stonato", quando gli altri cantano tu
fallo sottovoce fino a quando ti
sentirai più sicuro.
- Nella Bibbia (Sal.8,3; MI 21,16)
leggiamo: "Dalla bocca dei bambini e dei
lattanti (o Dio) ti sei procurato una
lode". È bene portare i piccoli in
chiesa, per educarli alla preghiera;
tuttavia sorvegliali perché non
disturbino. Per i più piccoli è bene non
tenerli sempre in chiesa durante
l’intera celebrazione.
- Se vuoi accendere una candela evita
di farlo durante le celebrazioni, ma,
soprattutto, accendi il tuo cuore con la
fede e con la preghiera.
- Se è indispensabile parlare, fallo
sottovoce. La casa di Dio deve essere
un'oasi di religioso silenzio: non è un
luogo qualunque o, peggio, un mercato.
- Se ti confessi (a proposito: quant'è
che non lo hai fatto?), non prepararti
questionando per il turno. Approfitta
dell'attesa per pregare e per fare il
tuo "esame di coscienza". Fa' il
possibile per tenere distinto il tempo
della tua Confessione e quello in cui
partecipi alla S. Messa.
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