ACCETTARE LA FATICA
per realizzare il Progetto più
grande che parla d’Amore.
A
settembre si riprende a lavorare, ad
andare a scuola e pure a faticare in
parrocchia.Fare fatica è una scelta che dipende
da noi,
perché potremmo scegliere anche di
vivere in modo disimpegnato,
leggero, superficiale. Allora perché
scegliere di fare fatica? Per
l’abitudine a mettersi in gioco,
perché non ci accontentiamo della
mediocrità, perché non siamo mai
contenti, perché vogliamo
sperimentare qualcosa di nuovo ,
perché vogliamo vedere un panorama
più bello … Chi sa fare fatica in
montagna, come nello sport, nello
studio, nel mantenere fede ad un
impegno, sarà portato ad accettare
la fatica anche nella vita.
Abituarsi
alla fatica è allenarsi a non
fuggire da noi stessi e dai compiti
della vita,
all’impegno per quello che ci è
chiesto di fare, per essere suoi
strumenti (come diceva S. Francesco)
o sua matita (Madre Teresa) nel
realizzare quel progetto di Amore a
cui tutti siamo chiamati. Quel
progetto di amore che per me qui
prende i connotati della Chiesa che
è nella mia parrocchia e io mi
sentirò di fare fatica e di
spendermi nella misura che in me c’è
fiducia nel Progettista capo.
La
fiducia nel Progettista capo è un
elemento essenziale.
Il mio, il nostro fare fatica non è
fine a se stesso, ma acquista un
senso profondo, un valore in più nel
momento in cui noi riusciamo a
capire che il nostro agire, che
quello che facciamo è parte
integrante del Progetto più grande
che parla d’Amore.
La
fatica è anche un canale
preferenziale per parlare con noi
stessi, per conoscerci in
profondità, mettere a nudo i nostri
limiti, ma anche i nostri pregi
e conoscendo come siamo fatti,
intraprendere quel dialogo con il
Progettista capo per realizzare nel
migliore dei modi la nostra vita. Solo
chi l’ha sperimentato può sapere
della bellezza e del valore di quel
dialogo che lo ha portato a fidarsi
del Progettista capo. Quel dialogo,
quella preghiera, quel rosario detto
camminando luogo i sentieri della
tua vita e della tua parrocchia.
Camminando in salita, facendo
fatica, accettando la fatica e
aiutando chi accanto a te fatica con
te.
Carissimi parrocchiani, vi attendo
accanto a me a faticare per la
nostra parrocchia in questo nuovo
anno pastorale che va a
incominciare.
“Sognavo
che la vita fosse gioia. Mi sono
svegliato: la vita era servizio. Ho
servito e nel servizio ho trovato la
gioia”.(Tagore).
Don Florindo
LAVORARE NEL CANTIERE PARROCCHIA
La
parola “parrocchia” deriva dal greco
e significa vicino a casa, stare in
mezzo alle case, vivere vicino alle
case. Più che di strutture parliamo
di persone che vivono vicino, che
imparano a vivere vicino, non come
gente anonima, ma come popolo che si
chiama per nome, che si conosce e
che vive in comunione.
La
parola cantiere lascia capire che si
tratta di qualcosa che si stà
facendo, che è in costruzione.
In questo cantiere in costruzione ci
sono posti di lavoro per tutti.
Quelli che ci lavorano da tempo
devono farsi stretti per fare spazio
a quelli che sono ai margini, alla
periferia della parrocchia, perché
facendo qualche esperienza
insieme si affezionino alla vita
della comunità.
In
questo cantiere che è la parrocchia
è importante: fare, far fare,
lasciar fare.
Fare, perché è importante che ciascuno di noi si metta in gioco, si sporchi
un po’ le mani, si metta a servire.
Far fare,
perché è importante coinvolgere
anche altre persone, dare la
possibilità anche ad altri di essere
parte attiva, perché la parrocchia è
di tutti i parrocchiani.
Lasciar fare,
perché non dobbiamo ritenerci i più
bravi o indispensabili, perchè c’è
sempre qualcuno che è più bravo, o
più generoso, o che ha più tempo.
Perché lo Spirito Santo non è nostro
monopolio e dobbiamo fidarci anche
degli altri.
Se
ci impegniamo a crescer insieme,
accettandoci, sopportandoci,
aiutandoci, il cantiere che è la
nostra parrocchia progredirà
e si svilupperà secondo il progetto
che noi avremo individuato.
Famiglie, parrocchiani, studiamo
insieme un progetto per la nostra
parrocchia e in particolare per i
vostri figli che devono crescere
in età(crescita fisica), sapienza(
crescita intellettuale) e grazia(
crescita spirituale).
AI
GIOVANI da Benedetto XVI°
Nella
seconda metà di agosto a Madrid si è
svolta la Giornata Mondiale della
Gioventù. L’evento che Giovanni
Paolo II° ha fortemente voluto e che
è poi continuato nel tempo. Anche un
gruppo di giovani della nostra
diocesi era presente al raduno e
forse anche qualche giovane della
parrocchia. Comunque sempre troppo
pochi…
Benedetto XVI° ha voluto dire ai
giovani che “all’origine della
nostra esistenza c’è un progetto
d’amore di Dio”. “Si, cari amici,
Dio ci ama. Questa è la grande
verità della nostra vita e che dà
senso a tutto il resto. Rimanere nel
suo amore significa quindi vivere
radicati nella fede.”
Se
Dio ci ama non siamo dei viandanti
verso l’abisso, verso il silenzio
della morte, ma siamo dei pellegrini
verso la terra promessa, verso di
Lui che è la nostra meta e anche la
nostra origine.Queste
parole sono state rivolte ai ragazzi
che erano a Madrid e anche a quelli
che a Madrid non erano affatto.
Anche a quelli che in una chiesa non
entrerebbero mai, a quelli che
cercano senza sapere che cosa, a
quelli che sfidano il destino in
folli corse il sabato notte, ai
soli, ai cinici, ai soddisfatti.Non
siamo viandanti verso l’abisso,
sospesi nel vuoto della morte. Siamo
pellegrini verso un destino che ci è
stato preparato e promesso. C’è uno
che ci conosce fin dal principio,
che ci ama, poveri come siamo e che
ci attende.
Immagino di poter dire queste parole
alle folle di adolescenti che si
accalcano in quei locali notturni
dove si beve,
si beve e si prende roba con
l’esplicito scopo di perdere la
cognizione di se; o fra quei giovani
dove cova una rabbia di emarginati,
silente, ma pronta ad esplodere
furiosa. Forse queste parole si
perderebbero nel frastuono, ma se
qualcuno ascoltasse, che sguardo
scoprirebbe in quell’annuncio.
Perché è radicalmente diverso
camminare verso una meta dove siamo
attesi ed amati, dal percepirsi al
mondo senza una ragione. E’ diverso
avanzare verso una meta dove ci
aspettano, che andarsene in giro
seguendo solo la propria voglia o
inclinazione e sperando negli
oroscopi. E’ un vivere del tutto
trasformato, l’essere figli,
dall’essere un caso. Cambia il modo
di aprire gli occhi al mattino e di
amare e di diventare vecchi.
Cambia anche il dolore e la morte,
perché perfino perdere un figlio è
diverso, dentro quella promessa.
Così,
prima di dire ai ragazzi di essere
onesti e buoni, dovremmo essere
capaci di trasmettere loro questa
certezza: non siamo un caso, ma “prima
di formarti nel grembo di tua madre,
io ti conoscevo”.
Non
siamo un nulla, ma in Cristo,
chiamati e attesi.
L’amico prete
AVVISI di SETTEMBRE
05/09 ore 21,00 Assemblea
Circolo Noi in oratorio
06/09 ore 21,00 Riunione Gruppo
catechisti per
programmazione anno 2011- 2012.
14/09 ore 21,00 Consiglio
Pastorale in oratorio.
23/09 ore 21,00 In chiesa :
Incontro del parroco con i
genitori dei bambini
del catechismo.
25/09 Festa dell’Oratorio e
Apertura Anno catechistico:
ore 9,45: iscrizioni
catechismo e giochi
ore 11,00: S. messa
ore 15,30: giochi in
oratorio
Festa Madonna del
Parto:
ore 16,00 S. Rosario
ore 16,30 S. Messa
ANAGRAFE PARROCCHIALE
Funerali:
Brocchin Adelaide di anni 95, vedova
di Borile Giovanni, deceduta il
04/07/2011. Curino Francesca di anni
86, vedova di Borioli Mario,
deceduta il 19/07/2011. Venturini
Maria di anni 87, vedova di Brunotti
Pierino, deceduta il 28/07/2011.
Quaglia Miriam di anni 89, vedova di
Coldesina, deceduta il 07/08/2011.
OFFERTE MESE DI LUGLIO-AGOSTO
Per
il matrimonio Soncin-Biraghi €.100.
In memoria di Negri Angelo €.30. In
memoria di Luigi e Tommaso €.10. Per
battesimo di Gagliardi Samuele €.30,
di Ferro Simone €.150, di Cotta
Filippo €.50. Per il funerale di
Adelaide Brochin €.75. In memoria di
Maria, Pierino e Giuseppina €.20. In
memoria di Suor Gemma €.10. N. N.
€.40. In memoria di Gaspare, Maria e
Pina €.10. Per il funerale di Curino
Francesca €.75. In memoria di
Graziella Rizzi €.10. Per il
funerale di Venturini Maria €.75. In
memoria di Francesco e Caterina
€.10. N.N. €.80. In memoria di Fam.
Piccolo €.10. In memoria di cervi
Albertina €.10. In memoria fam.
Chittoglio €.10. Per funerale di
Quaglia Miriam €.100. Le famiglie
Albertario, Mazzoli, Milanesi,
Montagna e Rasera in memoria di
Quaglia Miriam €.100. N.N. €.30. In
memoria di Umbertina, Francesco e
Fausto €.40. In memoria di Mario
€.10. In memoria di Giovanna €.10.In
memoria di Gaspare €.10. In memoria
di D’Angelo Gina €.40. In memoria di
cavallotti Giovanna €.15.