Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650

LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA APRILE 2008

LA PAROLA DEL PARROCO

Cari fratelli e sorelle della Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore,

alla fine di marzo la nostra Comunità Parrocchiale ha compiuto quarant’anni!!!

Come per una persona si potrebbe dire che a quarant’anni uno è nel pieno della vita! Come per un matrimonio si può parlare di “nozze di rubino”! Credo però sia importante come per ogni anniversario riaffermare il senso che ha guidato lo scorrere degli anni!

Vorrei allora riflettere con voi sul perché esiste una Parrocchia!

Il termine " parrocchia" deriva dal greco paroikìa, che significa "abitazione presso". Chi abita presso qualcuno non è stabile, è uno straniero, uno che non ha lì la sua casa. Abramo, esule in Egitto, era un pàroikos, un forestiero, uno che sta fuori della sua terra. Parrocchia significa dunque "abitazione provvisoria ", "dimora temporanea" e questo si applica molto bene alla Chiesa locale: è infatti per il cristiano una comunità di passaggio. Già S. Paolo diceva: "non abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura " . La parola parrocchia perciò ci ricorda che siamo una comunità di pellegrini, che viaggiano insieme verso la vera patria, il Cielo, e si aiutano a raggiungerla. Un po' come il Popolo ebreo in cammino verso la Terra Promessa. Quindi il termine parrocchia ci richiama il "santo viaggio", che da anni cerchiamo di percorrere.

La Christifideles laici di Giovanni Paolo II delinea così  la parrocchia: "Essa è l'ultima localizzazione della Chiesa, è in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alla case dei suoi figli e delle sue figlie" . È la Chiesa che vive sul posto. "La parrocchia - continua lo stesso documento - non è principalmente una struttura, un territorio, un edificio, è piuttosto «la famiglia di Dio, come una fraternità animata dallo spirito d 'unità» è «una casa di famiglie, fraterna ed accogliente»" ; e "la casa aperta a tutti e al servizio di tutti, o, come amava dire il papa Giovanni XXIII, «la fontana del villaggio» alla quale tutti ricorrono per la loro sete" . Non è dunque un paese un quartiere o la chiesa in muratura, ma una vita che trabocca, una convivenza spirituale da costruire giorno per giorno. Viene in mente la qualifica che S. Agostino dava alla Chiesa (e la parrocchia è Chiesa nel territorio): la Chiesa e carità, è agape.

Paolo VI diceva: "la parrocchia è un prodigio sociale, una bellezza sociale... Qui siete uniti da una rete di rapporti spirituali, qui vi volete bene... vi unisce il vincolo della carità... Badate che questo è il cemento che fa di una popolazione cosi varia e cosi diversa e cosi sparsa un cuor solo e un 'anima sola " .

Il Codice di Diritto canonico definisce la parrocchia: "una comunità di fedeli" .

È interessante rifarsi al significato originario della parola "comunità" . Alcuni autori fanno derivare questa parola dal latino cummunus: mettere insieme i propri doni. La parrocchia è la comunità dove si vive la condivisione dei beni e dei talenti e si fa di tale comunione un dono al mondo. Infatti "l 'originaria vocazione e missione" della parrocchia è "essere nel mondo luogo della comunione dei credenti, e insieme segno e strumento della vocazione di tutti alla comunione" (Christifideles Laici, 27). La parrocchia è comunità se, come in una famiglia, si fanno circolare i beni, si mettono in comune le proprie capacità, si vive l'uno per l'altro, ci si aiuta e ci si ama scambievolmente. Cosi la parola "comunità" sottolinea l'esigenza di una spiritualità collettiva, che stimoli a vivere la reciprocità e la comunione sul modello della vita della Trinità. Se vogliamo comprendere meglio che cos'è la parrocchia dobbiamo rifarci alla realtà profonda della Chiesa. "È necessario - leggiamo ancora nella Christifideles laici - che tutti riscopriamo il vero volto della parrocchia, ossia il «mistero» stesso della chiesa presente e operante in essa" . La Chiesa è Cristo che continua nei secoli, il Suo Corpo mistico! Ricordiamo la frase di S. Bonaventura: "Dove sono due o tre uniti nel nome di Cristo, li e la Chiesa" . E lì è presente Gesù. Parrocchia è dunque presenza di Cristo fra gli uomini . È una porzione di popolo di Dio, che gode della presenza di Gesù e del suo Spirito, perché unita nel suo nome. "La parrocchia - scrive Paolo VI - attua la Sua ( di Gesù) presenza in mezzo ai fedeli, e in tal modo lo stesso popolo cristiano diventa, si può dire, sacramento, segno sacro, cioè, della presenza del Signore" .

E Giovanni Paolo II spiegava: "Voi siete una parrocchia prima di tutto, grazie al fatto che Cristo è qui, in mezzo a voi, con voi, in voi ".

È bello quanto dice Gerard Rosse a questo proposito: "la comunità cristiana è, sulla terra, il modo attuale di Gesù Risorto di avere relazioni con gli uomini, di entrare in contatto con l'umanità, di agire nella storia". Essa "costituisce per il mondo degli uomini la presenza «visibile» della persona del Risorto" ( 16).

Cari amici e fratelli l’occasione del quarantesimo di parrocchia ci sproni  a fare della parrocchia una comunità viva, che sia veramente Regno di Dio vissuto.

Una parrocchia "Regno di Dio" è una comunità dove si vive la vita del Cielo, la vita della Trinità che è vita d'amore reciproco, e dove si avverte la presenza di Dio. Una comunità dove si può respirare - come è stato detto - una boccata d'aria fresca del Paradiso, e l'atmosfera del Paradiso è l'Amore, lo Spirito Santo .

don Mauro

 

TRE DECALOGHI PER VIVERE LA VITA CRISTIANA….

 Decalogo della Parrocchia

 1)            La parrocchia non la costruisce il parroco….. ma noi tutti insieme!

 2)            Vivi in Parrocchia come in famiglia e fai della Parrocchia la tua famiglia;

 3)            Anche tu puoi svolgere un compito nella tua Parrocchia;

 4)            Evita di riportare cose cattive sugli altri, ma lavora per farli incontrare;

 5)            Impara a tacere per ascoltare chi sta con te in Parrocchia e poi rispondi;

 6)            Anche salutare, sorridere, essere attenti agli altri crea comunità parrocchiale;

 7)            Prega per la tua Parrocchia da solo e con gli altri;

 8)            Non si edifica la Parrocchia con facili entusiasmi momentanei, ma con fedeltà;

 9)            Sentiti partecipe degli incontri di formazione alla vita cristiana, informati e frequentali;

 10)         Frequenta l’Eucaristia domenicale nella tua Parrocchia, e senti l’impegno di portare altri con te.

  

IL DECALOGO DELLA DOMENICA

Io sono il giorno del Signore, Dio tuo.Io sono il signore dei tuoi giorni.
1. Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La Domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per tutti.
2. Non trascorrere la Domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.
3. Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica.
4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande Giorno con i tuoi figli! Non imporlo mai neanche ai minori: non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa: questo vale molto più di ogni predica.
5. Non ammazzare la Domenica con il lavoro, soprattutto se remunerativo.
6. Considera la Domenica il momento di intimità fra Cristo e la Chiesa sua sposa come ha detto il Papa.
7. Non rubare la Domenica a nessuno, né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.
8. Non dire falsa testimonianza contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che tu puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa. Altrimenti c’è qualcosa di immaturo nella tua pratica, qualcosa di clandestino nella tua anima.
9. Non desiderare la Domenica degli altri: i ricchi, i gaudenti, i bontemponi. Desidera la Domenica degli ultimi, dei poveri, per Dio e per gli altri.
10. Non andare a Messa perché è festa, ma fa’ festa perché vai a Messa.

 

Decalogo della bontà

 1) Sorridi nella monotonia del dovere quotidiano, per non rattristare chi ti vive accanto.

2) Taci quando ti accorgi che qualcuno ha sbagliato, per non ferirlo con l’umiliazione.

3) Elogia il fratello che ha fatto il bene.

4) Rendi un servizio a chi ti è sottoposto.

5) Stringi cordialmente la mano a chi è nella preoccupazione  o nella tristezza.

6) Guarda con affetto chi nasconde un dolore  e forse è più nervoso del solito.

7) Riconosci umilmente il tuo torto e chiedi perdono se hai offeso qualcuno.

8) Saluta affabilmente gli umili, quelli che si sentono abbandonati o messi da parte.

9) Parla con dolcezza agli impazienti e agli importuni.

10) Fa’ tutto in modo che Dio, nel tuo fratelli, sia sempre contento di te.

  

FESTA DELLA PARROCCHIA

PROGRAMMA FESTA PARROCCHIALE 2008

QUARANTESIMO DI VITA PARROCCHIALE

 

17 e 18 MAGGIO PRESENZA DI FRA ELIA IN PARROCCHIA

 

LUNEDI’ 19 MAGGIO

Ore 16.45 Adorazione Eucaristica e S. Rosario Meditato

Ore 20.45 S.Rosario e Benedizione Eucaristica

Ore 21.00 Prima giornata di qualificazione TORNEO DI BASKET  ( durante il torneo salamelle, panini e patatine)

 

MARTEDI’ 20 MAGGIO

Ore 16.45 Adorazione Eucaristica e S. Rosario Meditato

Ore 20.45 S.Rosario e Benedizione Eucaristica

Ore 21.00 Seconda giornata di qualificazione TORNEO DI BASKET  ( durante il torneo salamelle, panini e patatine)

 

MERCOLEDI’ 21 MAGGIO

Ore 20.45 S. Rosario Animato dai Bambini del catechismo e dai loro genitori

PREGHIERA IN ONORE DI SANTA RITA E BENEDIZIONE DELLE ROSE

Ore 21.30 GIOCO DEL MEMORY GIGANTE CON RICCHI PREMI PER I BAMBINI

APERTURA BANCO DI BENEFICENZA (salamelle, panini e patatine)

 

GIOVEDI’ 22 MAGGIO

Ore 15.00 Incontro coi “ragazzi” della terza età  - S. Rosario e Benedizione Solenne

                 Intrattenimento musicale e rinfresco nel salone dell’oratorio

Ore 20.30 Partecipazione alla Celebrazione e Processione del Corpus Domini cittadino

 

VENERDI’ 23 MAGGIO

BANCO DI BENEFICENZA

Ore 20.00 CENA SUTA AL PORTI AD BATU- € 15 - (Menù: salame crudo,Coppa,pancetta,insalata russa; RISOT CUI FASULIN AD L’OCG E LUGANIA; Roast Beeff, Patac rustì,Insalata mista; Turta fai in ca; Acqua e vino) ISCRIZIONE PRESSO IL BAR DELL’ORATORIO OGNI GIORNO DALLE 14.30                      

Ore 22.00 MUSICA E CANZONI ANNI ’70 con l’orchestra “GLI ZII DI MATTEO”

(salamelle, panini e patatine)

 

SABATO 24 MAGGIO

Ore 14.30 FINALI DI BASKET (salamelle, panini e patatine)

BANCO DI BENEFICENZA

Ore 21.00 BALLO LISCIO CON L’ORCHESTRA “PINO QUARTO”

(salamelle, panini e patatine)

 

DOMENICA 25 MAGGIO

BANCO DI BENEFICENZA APERTO TUTTO IL GIORNO

Ore 11.00 S. Messa Solenne Celebrata nel 40° di vita parrocchiale – RICORDO DEGLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

AL TERMINE DELLA S. MESSA BENEDIZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO SUL PIAZZALE DELLA CHIESA E NEL CAMPO DA CALCIO

Ore 16.00 RECITAL “FELICI DI ESSERE AMICI”

Ore 20.15 S. ROSARIO E PROCESSIONE con la Statua della Madonna del Buon Annuncio accompagnata dalla Banda Musicale  ( Vie: Bolivia,Gravellona, Vercelli, Asti, Corso Novara, Battù, Bolivia)

AL TERMINE MUSICA,  RISOTTATA GRATUITA  PER TUTTI e ESTRAZIONE PREMI  BANCO DI BENEFICENZA 

 

LUNEDI’ 26 MAGGIO

Ore 21.00 S. Messa per tutti defunti

 - SI RINGRAZIANO TUTTI COLORO CHE HANNO ADERITO PER FARE DA SPONSOR PER LA NOSTRA FESTA!!!

NEL NUMERO DI MAGGIO ELENCHEREMO TUTTI GLI SPONSOR! 

- STIAMO RACCOGLIENDO OGGETTI PER ALLESTIRE IL BANCO DIO BENEFICENZA!

 

 

contatti: info@parrocchiabattu.org