Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650

LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

OTTOBRE 2005

LA PAROLA DEL PARROCO

Cari fratelli, sorelle e amici della Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore,

le NOSTRE PARROCCHIE CITTADINE SI STANNO APRENDO AL SOFFIO DELLO SPIRITO SANTO, che ci chiede a chiare lettere di intraprendere la strada delle MISSIONI PARROCCHIALI! Anche la nostra comunità parrocchiale insieme alla Parrocchia della B.V. Addolorata e a quella di S. Carlo dei Piccolini percorrerà questa strada Voglio allora nel primo numero del 2006, del nostro mensile parrocchiale, portare tutti noi sul significato della MISSIONE, in generale che spetta ad ogni credente oggi.

Il primo tema che affrontiamo: La missione della Chiesa, opera di Dio

Fino al Concilio Vaticano II il termine "missione", declinato spesso al plurale, veniva usato prevalentemente per indicare quelle attività ecclesiali riservate ad una cerchia di specialisti, come le "missioni estere" per diffondere la fede cristiana tra gli infedeli o le "missioni al popolo" per risvegliare la fede e la pratica cristiana di una parrocchia, di una città o di una regione. Si era perciò ancora distanti dall'assioma: "Dove c'è la Chiesa, ivi è la missione". La missione, infatti, è un elemento costitutivo della Chiesa stessa. Dobbiamo all'ultimo Concilio Ecumenico e poi a due grandi documenti magisteriali l' "Evangelii nuntiandi" (1976) di Paolo VI e la "Redemptoris missio" (1990) di Giovanni Paolo II la reimpostazione radicale del tema della missione, considerata ormai come facente parte dell'identità della Chiesa al punto che una Chiesa non missionaria rinnegherebbe in pratica la sua stessa identità. In questo modo la "missione" non si presenta più come una delle tante attività della Chiesa, ma è l'essenza della Chiesa stessa, voluta da Cristo per la missione, cioè per svolgere il compito di annunciare il Vangelo a tutti. La "missione" ritrova così la sua giusta collocazione teologale ed ecclesiale. Essa è collegata direttamente alla missione del Dio trinitario, nella quale affonda le sue radici e trova il suo fondamento: l'invio del Figlio nel mondo da parte del Padre e l'invio dello Spirito Santo da parte del Padre e del Figlio costituiscono l'origine della missione della Chiesa. È necessario rileggere e meditare con cura quanto afferma il Decreto conciliare "Ad Gentes" n 2: "La Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre. Questo progetto scaturisce dall'"amore fontale", cioè dalla carità di Dio Padre, il quale, essendo Principio senza principio, da cui il Figlio è generato e lo Spirito Santo attraverso il Figlio procede, per la sua sovrabbondante e misericordiosa benevolenza liberamente ci crea, ed inoltre gratuitamente ci chiama alla comunione con sé nella vita e nella gloria. Egli ha generosamente effuso e continua ad effondere la sua divina bontà, in modo che colui che di tutti è il Creatore, diventi anche "tutto in tutti" (1Cor 15,28), procurando simultaneamente la sua gloria e la nostra beatitudine. Piacque a Dio inoltre chiamare gli uomini a partecipare della sua stessa vita non soltanto ad uno ad uno, senza alcuna mutua connessione, ma costituendoli come un popolo, nel quale i suoi figli, che erano dispersi, si raccogliessero in unità". Questo bel testo, al quale potrebbero essere affiancati i primi numeri della "Lumen gentium", ci consente qualche breve annotazione.

La missione della Chiesa non è in primo luogo messa in rapporto con la necessità degli uomini, bisognosi di salvezza, ma scaturisce, per così dire, da un'esigenza interna a Dio stesso, perché Colui che nella sua essenza è comunione di amore è nello stesso tempo desiderio di donarsi e di comunicarsi. In questa prospettiva la missione della Chiesa è molto di più di un compito da attuare o di un ordine cui obbedire. La sua origine non va collegata soltanto all'invio degli Apostoli da parte di Gesù, dopo la sua risurrezione (cf Mt 28,19), ma si situa nel cuore stesso di Dio, e precisamente nell'amore trinitario che unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, amore che relaziona le tre Persone divine e si effonde sulle loro creature. Di qui emerge che la missione non consiste soltanto né in primo luogo in una nostra attività, nel nostro fare, in quanto essa è innanzitutto un dono da accogliere e dal quale lasciarsi penetrare profondamente: "Prima ancora di essere azione, la missione è testimonianza e irradiazione" (RM 26).

È a partire da questo punto che si dovrebbe operare un profondo ripensamento del nostro modo di concepire la missione della Chiesa, come suggerisce un teologo francese contemporaneo: "Prima di essere la nostra opera, la missione è l'opera di Dio. Prima di essere un progetto, essa è una testimonianza. Prima di essere un compito da realizzare, essa è un amore da accogliere" (J. RIGAL, Découvrir l'Église, DDB, Paris 2000 p. 192).

Nei prossimi mesi avremo modo di riflettere insieme e poi realizzare quest’opera che Dio ci chiede!

don Mauro

ANAGRAFE PARROCCHIALE

BATTESIMI

25) BIANCHINO MANUEL   di Ettore e Visciola Sonia
26) CARINI ALESSIA di Mauro e Del Frate Michela
27) INVERNIZZI FILIPPO di Mario e Bordone Barbara

MATRIMONI

11) BORGHI DAVIDE e USACOVA ANASTASIA

FUNERALI

22) GARINI SILVIA ved. di Maratese NELZO
23) PIETRO CHIESA

RIEPILOGO ANAGRAFE 2005
BATTESIMI : 27
COMUNIONI: 33
CRESIME: RAGAZZI 25, ADULTI 2
MATRIMONI: 11
FUNERALI: 23

PER SAPERNE DI PIU’

LA PACE NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

Fondamento scritturistico
L’insegnamento della Chiesa non prescinde mai dalla fedeltà alla Parola di Dio. Ogni argomento trova, dunque, il suo fondamento nella Rivelazione.
La creazione del mondo e della vita è un complesso armonico: “Dio vide era cosa buona…”(Gn 1,4, 10, 12 ). Nessun disturbo è insito nella creazione; soltanto all’uomo, creatura intelligente e libera, è dato il libero arbitrio e può scegliere il bene o il male (cfr. Dt 11,26-28). Sarà proprio l’uomo che andrà a disturbare l’armonia del creato.
La pace è dono ed elemento costitutivo di tutti i rapporti che regolano la vita del creato, in particolare del rapporto tra Dio e l’uomo. La disobbedienza e il peccato portano il disordine, la cattiveria, la guerra (Caino uccide Abele). La pace rimane sempre un dono della benevolenza di Dio, l’effetto della sua benedizione: ”Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace”(Nm 6,26)
Nella promessa della redenzione è contenuto il recupero della pace. Una pace universale che interessa tutta la natura: “Il lupo dimorerà insieme all’agnello…il vitello e il leoncello pascoleranno insieme…il bambino metterà la mano nel covo dei serpenti velenosi” (cfr. Is 11,6-8).
Gesù è il compimento della pace promessa nell’AT.
Egli è “shalom” pienezza di pace.
Nell’insegnamento di Gesù la pace è, innanzi tutto, riconciliazione con il Padre. Nel cap.14 del vangelo di Giovanni, Gesù, con un lungo discorso, cerca di spiegare ai discepoli il rapporto che unisce il Figlio al Padre e attraverso Lui anche i discepoli al Padre con l’aiuto dello Spirito Santo. Alla fine, quasi a suggellare questo impegno, dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la da il mondo io la do a voi” (Gv 14,27).
Quando i discepoli sono inviati in missione, questa dovrà iniziare con un annuncio di pace: “In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa” (Lc 10,15).
La pace è frutto del sacrificio di Cristo, realizzata attraverso la croce: “Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia,…”(Ef 2,13-14). La pace porta vicino a Dio e ristabilisce l’ordine della creazione: “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
I riferimenti alla pace nella Scrittura sono moltissimi,
ma questi brevi accenni possono essere sufficienti per capire perché la pace è sempre un argomento centrale nell’impegno sociale della Chiesa.
La Chiesa per la pace
Oltre le encicliche sociali tutto l’insegnamento del magistero, dal Concilio Vaticano II al Catechismo della Chiesa Cattolica, costituiscono una vera Summa Pacis, nonostante gli innegabili limiti.
Punto di riferimento rimane la Pacem in terris di Giovanni XXIII, per aver introdotto elementi innovativi capaci ancora, dopo oltre 40 anni, di suscitare riflessione sull’argomento.
Il pregio dell’enciclica è prima di tutto quello di aver liberato la nozione di pace da un significato
negativo: assenza di guerra. La pace è una nozione ricca di contenuto positivo: è la tranquillità
dell’ordine e al tempo stesso il riconoscimento dei popoli, la solidarietà tra gli uomini e il loro comune destino; è frutto della giustizia, una giustizia
che consiste essenzialmente nella capacità di proteggere e garantire i diritti fondamentali dei singoli esseri umani.
L’intuizione della mondialità, ovvero l’interdipendenza
politica ed economica tra gli stati, richiedono la strutturazione di una comunità mondiale dotata di poteri pubblici, la cui azione deve essere diretta a soddisfare le esigenze del bene universale (n.72).
L’intuizione che la pace non si costruisce soltanto con le capacità scientifiche e tecnico-professionali, ma in rapporto ad un ordine morale realizzabile attraverso una quadruplice via:la verità, la giustizia,l’amore, la libertà (n.78).
Il tema dell’ordine morale attraversa tutta l’enciclica dalle prime righe, dove disegna l’ordine da restaurare e promuovere tra gli esseri umani; afferma che l’ordine morale ha per fondamentooggettivo il vero Dio (n.20), fino alla fine, ove esplicitamente è auspicata la ricomposizione unitaria tra fede religiosa e attività a contenuto morale. Ciò significa impegnarsi a costruire una nuova mediazione culturale, prendendo atto che quella tradizionale è esaurita. Significa altresì innescare un circuito virtuoso ove gli strumenti razionali siano orientati e utilizzati ad un fine pienamente
umano caratterizzato dai valori morali.
L’impegno della Chiesa per la pace ha caratteristiche
proprie e permanenti ed anche mezzi, anch’essi permanenti, da utilizzare in circostanze opportune.
Le caratteristiche permanenti sono: la consapevolezza di una eredità ricevuta da Cristo (Gv 14,27); il mandato di preparare e anticipare il Regno di Dio (Rm 14,17); la compassione per l’uomo e la donna, prime ed ultime vittime della guerra; essere operatori di pace è una caratteristica dei seguaci di Cristo che li rende “beati” (Mt 5,9).
I mezzi che la Chiesa usa corrispondono alla sua natura e alla sua particolare missione nel mondo: la preghiera, che negli ultimi tempi ha acquistato, ad opera di Giovanni Paolo II, una intensità e un’estensione finora sconosciute; l’azione umanitaria,
che non si limita all’assistenza alle vittime,
ma è anche promozione attiva del diritto e denuncia dei crimini; l’azione diplomatica, a vari livelli: nelle organizzazioni internazionali presso i vari governi che mantengono rapporti con la Santa Sede.
Di fronte a specifiche sfide, proprie di ogni epoca, la Chiesa fa ricorso a mezzi appropriati. Tra molti ne ricordiamo tre:
- la creazione del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace, un osservatorio permanente

sulla situazione mondiale;
- la promozione di speciali movimenti e azioni come Pax Cristi e Caritas;
- l’intervento diretto in segno di solidarietà,come i viaggi compiuti in zone di guerra da molti vescovi, religiosi e laici, con scopi umanitari e testimoniali.
Ne scaturisce che parlare di pace in un momento in cui si rischia l’assuefazione agli orrori e alla violenza sia delle guerre in atto come della cronaca, diventa un appello incalzante affinché ognuno, in prima persona, assuma le sue responsabilità per promuovere una cultura di pace nel proprio ambito operativo e nel territorio in cui vive.

PREGHIERA PER LA PACE

Quant’è difficile essere profeta della pace!
Se alzo il dito verso un futuro gonfio di speranze,
i realisti mi trattano da idealista;
e se lo abbasso sul presente affranto da sconfitte,
gli utopisti mi tacciano di disfattismo.
Signore, donami il coraggio
di accettare solo da te la rude vocazione di profeta
e di essere ogni volta un perdente tra gli uomini!

Quant’è difficile essere pedagogo della pace!
In mezzo alle tortuosità di un cammino scosceso,
come far capire che un male minore,
anche se tollerato,
rimane un male
e che bisogna far di tutto
per allontanarsi dall’orlo dell’abisso
in cui a ogni istante l’umanità rischia di precipitare?
Signore, donami l’abilità di spiegare chiaramente
che la pace non è così semplice come se l’immagina il cuore,
ma è più semplice di come stabilisce la ragione!

Quant’è difficile accogliere l’evangelo della pace!
Da qualunque parte ci si trovi,
all’ovest come all’est.
In una giungla di belve con missili per dentatura,
come far capire che perdere l’anima
è ancora più pericoloso che lasciarci la pelle?
Signore, donami la forza di aiutare
tutti quelli che attingono alla linfa delle beatitudini
per spezzare l’assurda logica
e l’infernale spirale della violenza!

Signore, tutti questi tiri incrociati sulla pace
non mi fanno paura, non mi scoraggiano.
Al contrario, mi rivelano
che il minimo strappo alla tunica della pace
fa gridare l’uomo.
Toccare la pace
è più che toccare un problema,
e ancor più che toccare l’uomo:
è toccare Dio,
colui che san Paolo ci presenta
come la pace stessa “È lui la nostra pace” (Ef 2,14).

(da La pace: dono e profezia, Bose 1991, pp. 195-196)

FESTA DI S. LAZZARO IN PARROCCHIA

Sabato 17 dicembre San Lazzaro, nella nostra Parrocchia Gesu' Divin Lavoratore, si è vissuto un momento da ricordare. Per la prima volta a Vigevano si è organizzato un solenne capitolato di  investitura dame e cavalieri del Plurisecolare Ordine Militare ed Hospitaliero di San Lazzaro di Gerusalemme. Alla cerimonia erano presenti S.E. il Gran Priore d'Italia GCLJ Gen. Dott. Basilio Viola, tutti i dignitari dell'ordine, le varie commanderie, i dignitari dell'Ordine di San Giovanni di Malta, i volontari della CRI locale e dell'OSLJ, le associazioni, l'Amministrazione Comunale con Ass.Mairate, i rappresentanti delle contrade di San Crispino e Crispiniano. La S.Messa è stata celebrata dal Vicario generale vescovile Mons. Luigi Cacciabue,concelebranti Don Giuseppe Guglieri e Don Goffredo Rota, mentre Don Mauro Bertoglio veniva nominato,con grande gioia di noi tutti, (cavaliere eccl.) Cappellano spirituale dell'Ordine. La delegata di Vigevano Comm.dr.Rosetta Terranova ringrazia di cuore tutti coloro che hanno collaborato e partecipato per la bellissima riuscita della cerimonia.

 Verbale Consiglio Pastorale Parrocchiale.

In data 14 novembre 2005 alle ore 21,00 si è svolto il primo incontro del nuovo consiglio pastorale parrocchiale (c.p.p.) con il seguente ordine del giorno: Presentazione dei nuovi consiglieri e indicazioni pratiche del lavoro e dei compiti del c.p.p. Laboratorio per arrivare ad indicazioni pratiche per il tempo di Avvento-Natale. Dopo la preghiera d’inizio, la presentazione dei nuovi componenti e i rispettivi impegni di carattere consultivo, inizia l’incontro con la lettura dello statuto e del regolamento da parte di don Mauro. Per l’incarico di segreteria hanno dato la loro disponibilità: Mario Garza, Renato Gardella, Andrea Bellazzi e Umberto Cusaro.

Per l’incarico di moderatori: Marco Tulipani, Virginio Moletti.

A conclusione del primo punto all’o.d.g. ogni componente del consiglio ha illustrato il proprio ruolo.

Lettori                                                                Tulipani Marco
Caritas                                                               Tulipani Laura,
Associazione NOI/bar                                        Garza Mario
Servizio riordino chiesa                                       Previde Prato Antonietta
Viaggi/apostolato preghiera                               Terranova Rosetta
Scout                                                                  Masera Giancarlo
Palio                                                                    Boscolo Fabio, Casalino Alessandro
Grest                                                                   Negri Federica, Bellazzi Andrea, Bianchi Silvia
Catechisti                                                            Oldani Roberto
Stampa/web                                                        Moletti Virginio
Corale                                                                  Aloi  Francesco
Centro d’ascolto                                                  Conti Daniela
Ministero straord. Eucaristia                                Merlin Giancarlo
Oratorio familiare                                                 Gardella Renato
Ministranti                                                             Cusaro Umberto

Per quanto riguarda il secondo punto all’ ordine del giorno don Mauro suggerisce il calendario d’avvento, con i vari appuntamenti, che ha per tema: “Pietre vive per la casa di Gesù” presentandone le caratteristiche.
Giancarlo Masera, in accordo con don Mauro, concorda le date per il servizio liturgico all’Eucaristia del sabato sera da parte del gruppo Scout: 19/11; 17/12/2005; 7/01/2006; 4/02; 18/03; 8/04; 6/05.
Si sono inoltre fissati alcuni temi da trattare durante il prossimo consiglio: incontro formativo per i lettori durante l’Eucaristia; partecipazione all’adorazione mensile da parte dei vari gruppi.
La riunione si conclude alle 22,45.

LA RICETTA DI NONNA AMALIA

Riso e lumache

Ingredienti:

·          g 400 di riso
·          g 600 di lumache
·          aglio, prezzemolo, un peperoncino piccante
·          olio di frantoio, sale

Procedimento:

·          Tenete le lumache a spurgare nella crusca con foglie di lattuga per alcuni giorni, quindi lavatele e cuocetele in acqua salata riscaldata.
·          Togliete poi il guscio, servendovi di uno stecchino o di un gambo di origano.
·          Passatele in un tegame nel quale avrete fatto imbiondire l’aglio nell’olio e insaporite col prezzemolo e il peperoncino tritati.
·          A parte, lessate il riso al dente in abbondante acqua salata (o brodo leggero vegetale o di pollo);
·          Scolatelo e amalgamatelo con le lumache. Servite caldo.

 

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