Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650

LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA GENNAIO 2008 

LA PAROLA DEL PARROCO

Cari fratelli e amici della Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore

abbiamo appena terminato le festività natalizie, e dopo aver rivissuto il mistero di Dio che si è fatto uomo, facendosi carne, sento il bisogno di ringraziare il Signore con voi, per il cammino di Avvento e per il tempo di Natale!

Un ringraziamento particolare va ai nostri bambini che in modo davvero entusiasmante hanno preparato il recital: sono stati per tutti noi l’immagine di una comunità parrocchiale viva, che vuol far crescere la presenza di Gesù al suo interno, per poi donarlo a tutti!

Un grazie particolare alla Corale e ai Chierichetti per l’animazione della Liturgia per le varie feste e solennità.

Un grazie a chi ha allestito il presepe! Quando sulla barca della Chiesa c’è Gesù diventa più facile riannodare la rete!!!

Riprendiamo ora il cammino, Gesù deve crescere in ciascuno!

Abbiamo altri appuntamenti importanti da vivere assieme! 

don Mauro 

 

LA VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 

Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888

Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

 UN SOGNO DI DON BOSCO….: Fiori e frutti a Maria

La sera del 30 maggio 1865, chiudendo il mese di Maria, Don Bosco raccontò di aver visto in sogno un grande altare dedicato alla Vergine e i giovani del suo Oratorio che, in processione, avanzavano cantando verso di esso.
Alcuni cantavano con voci angeliche, altri con voci roche, altri stonavano; c’erano perfino dei ragazzi che sbadigliavano annoiati.
Tutti portavano un dono da offrire a Maria, ma che varietà di doni! Chi portava un mazzo di rose, chi di gigli, chi di violette; chi portava agnelli, chi conigli, chi pesci, chi noci, chi uva ecc, ecc. C’erano però anche di quelli che portavano alla Vergine dei doni proprio strani: chi portava una testa di porco, chi un gatto, chi un piatto di rospi.
Un bellissimo Angelo, forse l’Angelo Custode dell’Oratorio, stava davanti all’altare e riceveva i doni e li poneva sull’altare. Prima però toglieva i fiori belli ma senza odore, come le dalie e le camelie; soprattutto toglieva le spine e i chiodi che si nascondevano in alcuni mazzi.
Vennero avanti anche i giovani che portavano doni strani e indegni.
— Come! Tu hai il coraggio di offrire alla Vergine un porcello?!
— disse l’Angelo al primo —. E non sai che significa l’impurità, e Maria è la Tuttapura, la Tuttasanta? Allontànati di qui.
Vennero altri che portavano un gatto e l’Angelo li respinse con sdegno:
— Non sapete che il gatto significa il furto?
A quelli che portavano un piatto di rospi, l’Angelo gridò sdegnato. — I rospi simboleggiano i vergognosi peccati di scandalo e voi venite a offrirli alla Vergine?
Ci furono anche alcuni che si avanzavano con un coltello piantato nel cuore, simbolo dei sacrilegi.
— Non vedete — disse loro l’Angelo — che avete la morte nel cuore? Per carità fatevelo cavare quel coltello!
E anche costoro furono respinti.
Quando tutti ebbero offerto i loro doni, comparvero due Ange li che sorreggevano due ceste piene di magnifiche corone, composte di rose stupende. L’Angelo Custode ne incoronò tutti i giovani i cui doni erano stati graditi, e disse loro:
— Maria oggi ha voluto che voi foste incoronati di così belle rose. Fate in modo che non vi vengano tolte praticando l’umiltà, l’ubbidienza, la purezza. Tre virtù che vi renderanno sempre cari a Maria e vi faranno degni di ricevere una corona infinitamente più bella di questa. I giovani incoronati espressero la loro gioia con il canto Lodate Maria con voci così forti che Don Bosco si svegliò.
Don Bosco stesso diede questa interpretazione: i fiori inodori sono le opere buone fatte per fini umani; le spine, le disubbidienze, i chiodi, i peccati gravi.
E terminò dicendo: « Miei cari, io so quali furono incoronati e quali quelli scacciati dall’Angelo. Lo dirò ai singoli affinché procurino di portare alla Vergine doni che Essa si degni di accettare».

 

PREGHIERA A SAN GIOVANNI BOSCO

O San Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù,

che tanto lavorasti per la salvezza delle anime,

sii nostra guida nel cercare il bene delle anime nostre e la salvezza dei prossimo;

aiutaci a vincere le passioni e il rispetto umano;

insegnaci ad amare Gesù Sacramentato, Maria Ausiliatrice e il Papa;

e implora da Dio per noi una buona morte,

affinché possiamo raggiungerti in Paradiso. Amen.

 

 

 

contatti: info@parrocchiabattu.org