Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
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LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

GIUGNO LUGLIO AGOSTO 2007

 LA PAROLA DEL PARROCO

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, mentre ci troviamo ormai nel cuore dell’estate, tempo favorevole per il riposo e le vacanze, desidero mettermi accanto a ciascuno di voi, con cui condivido la vita, le esperienze, le gioie, i dolori, le speranze ed ogni meraviglia del creato.

Desidero fermarmi con ciascuno di voi, come il Pellegrino che incontrarono quei due discepoli sulla via di Emmaus, per fare un pezzo di strada insieme. Quel Pellegrino, il Signore Risorto, che «si accosta e cammina con noi e fa ardere i nostri cuori con la sua promessa: Io sono con voi tutti i giorni», però, ha sconvolto e cambiato la vita a quei due discepoli: io, da pellegrino, scrivendo a voi, voglio essere un semplice strumento, capace di condurvi all’incontro con il vero Pellegrino, il quale spezza il suo pane per noi e dona la sua vita in cambio delle nostre miserie ed infedeltà.

Questo clima di vacanze risulta particolarmente favorevole per la riflessione e la meditazione perché, lontani dalla irrefrenabile quotidianità, dalla fatica delle premure di lavoro, di studio, è tempo in cui forte si fa’ sentire in noi il desiderio di ritrovare il proprio “essere”, di riscoprire il valore della vita che ognuno è chiamato a vivere attraverso il silenzio interiore, la meditazione. E la Parola di Dio, che viene spezzata per noi, risulta l’unico adeguato mezzo per sostenerci in questo nostro “bisogno”.

La Parola di Dio che viene proclamata, ascoltata e spiegata in modo particolare durante l’Eucarestia domenicale.

L’Eucaristia domenicale cui, come cristiano, sono invitato a partecipare, per fare Pasqua in Cristo con i miei fratelli, mai posso trascurarla: sono invitato lì per nutrirmi della parola e del pane di vita, elementi essenziali per la mia vita e per quella di chi mi sta accanto e con cui condivido la quotidianità. Niente e nessuno può distrarmi o distogliermi da questo appuntamento: né l’amico che mi invita ad uscire, né le faccende domestiche, né il pranzo che devo preparare, né lo studio, né l’orto che devo coltivare perché durante la settimana non ho tempo, né gli hobby, né il mare, né quant’altro attira su di me la sua attenzione. E’ sempre troppo facile trovare ogni scusa per autodispensarsi dal partecipare a questo incontro! 

Tutti, poi, siamo chiamati a vivere questo incontro durante una lunga settimana: la nostra non può essere “presenza spettatrice passiva”! Non é “un pensiero tolto”! «Andate in pace» non significa che tutto è terminato: anzi, tutto comincia! Quell’espressione ci invia come apostoli a spargere il seme della parola che è stato posto nel nostro cuore.

Credo, che in questo tempo di vacanze, mentre tante attività pastorali sono ferme, il primo passo per riprendere il sentiero che la Parola ci addita è la nostra puntuale ed attiva partecipazione a questo grande incontro, che dobbiamo davvero sentire importate per noi e per tutti!

Dall’Eucaristia nasce, poi, la fede che si alimenta con l’amore verso il prossimo ed aprendo il nostro cuore alla carità, tenendo sempre fisso lo sguardo su Cristo, Maestro e Pastore, che pasce le sue pecore, le ama e dona la Sua vita per esse.

Mi permetto di insistere, miei cari, sull’Eucaristia del giorno del Signore, in quanto la considero per voi come una “nota dolente”, nel senso che per tanti, i più forse, è un pesante dovere cui adempiere, non un importante momento da vivere e celebrare, Festa di Famiglia.

Sento, infatti, tanta sofferenza in me quando, in queste calde domeniche estive, vedo le nostre Aule liturgiche semideserte o vuote. E’ segno, questo, di tanta indifferenza, mancanza di fede, superficialità ai nostri doveri di cristiani. Capita spesso di veder sparire in questo tempo persino i tanti operatori pastorali, catechisti, animatori della liturgia, della musica, del canto, del servizio nella carità.

E’ opportuno, pertanto, mettere ordine nella nostra gerarchia di valori, che facilmente lasciamo costruire dalle pressioni della cultura dominante, dalla condiscendenza al peccato, dal poco amore.

In conclusione, miei cari fratelli e sorelle, questo tempo, che forse ci terrà un po’ lontani quando ognuno raggiungerà la propria mèta di vacanze, non tenga lontani i nostri cuori. Come l’apostolo Paolo, «Vi esorto [...] a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti» (Ef 4,1-6).

Questo sia tempo favorevole per la preghiera, nella quale dobbiamo porre la nostra fiducia, abbandonandoci all’amore del Padre come figli immeritevoli ed ingrati, con la certezza di trovare sicuro rifugio. Serviamoci della preghiera per restare uniti e sentirci vicini, anche quando le dimensioni spazio-temporali ci dividono o quando il dolore, spirituale o corporale, bussa alla nostra porta.

Vi invito, ancora, ad accogliere questo periodo di vacanze, che dalla misericordia di Dio riceviamo per il riposo e la cura del corpo e dello spirito, come tempo di grazia per lasciarvi riconciliare con Dio. Anche questo è tempo favorevole!

«Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui» (1 Gv 2,15), ci insegna l’apostolo ed evangelista Giovanni, poiché Gesù ci ammonisce: «Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

Quando ci sentiamo dire dalla gente: ma chi te lo fa fare? A noi la forza della risposta: Gesù Cristo, che un giorno ho scelto di seguire, per cui voglio perdere la mia vita! Certi poi, che perderla per lui è guadagnarla!

Questa estate segni, per ciascuno di voi, il tempo della conversione all’Amore!

La Vergine Maria, che magnificò  il Dio Salvatore per le opere grandi compiute in Lei, interceda per noi e sia la nostra guida in questo pellegrinaggio terreno, apra il nostro cuore all’Amore e ci conceda l’abbondanza della grazia e della misericordia, perché anche dal nostro cuore possa elevarsi l’esultanza al Signore della vita.

don Mauro.

PRIME COMUNIONI

2 GIUGNO 2007

Nella Messa delle ore 11.00 hanno ricevuto Gesù Eucaristia 41 bambini della nostra comunità parrocchiale! Un grazie sentito hai genitori che li hanno seguiti e aiutati e al catechista che li ha preparati a questo grande appuntamento della loro vita di fede.

1

Accorti

Andrea

2

Agrello

Vanessa

3

Angelini

Celeste

4

Angius

Simone

5

Benzi

Gianluigi

6

Bruno

Tennis

7

Caccamo

Tiziana

8

Canato

Luca

9

Caputo

Alessio

10

Conforto

Sara

11

De Giuli

Federica

12

De Mare

Andrea

13

Dellerba

Alessandro

14

Di Cristoforo

Eleonora

15

Fossa

Francesco Maria

16

Galvagno

Gabriele

17

Gecaj

Anita

18

Giannone

Andrea

19

Goretti

Giorgio

20

Graziano

Serena

21

Guarna

Alessandro

22

Ioppolo

Irene

23

Lanza

Gabriele

24

Lazzaroni

Gloria

25

Mantovan

Ilaria

26

Mantovan

Silvia

27

Merlotti

Sara

28

Mosca

Elia

29

Negri

Alberto

30

Noto

Daniele

31

Patanè

Luca

32

Pellegrino

Christian

33

Plebani

Andrea

34

Previde Massara

Samantha

35

Savone

Filippo

36

Tino

Sharon

37

Valdi

Caterina

38

Veggiotti

Giulio

39

Villani

Eirin

40

Vincenti

Carola

41

Vitolo

Angelica

  

IL GREST 2007

Si è concluso alla fine di Giugno il nostro annuale grest, vissuto con tanto impegno da diversi animatori della nostra comunità lasciamo alle immagini esprimere la gioia e il ringraziamento per questa realtà ormai consolidata di servizio che svolge la nostra Parrocchia. 

IL MESE DI AGOSTO DEDICATO A MARIA SANTISSIMA ASSUNTA IN CIELO 

Mercoledì - 15 agosto 2007Assunzione B.V.M. -   Ap 11,19; 12,1-6.10  Sal 44

Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.

v     Lc 1, 39-56

39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».46 Allora Maria disse:

«L'anima mia magnifica il Signore
47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome: 50 di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;52 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi. 54 Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Medita

(Monaci del monastero di S. Vincenzo Martire)

Festa dell'Assunzione di Maria

La festa dell'Assunzione è purtroppo nota ai più solo come «Ferragosto», ma è la più importante tra quelle della Madonna: celebra il mistero della nostra risurrezione che nella persona di Maria (la sola tra tutti!) è già avvenuto. E' come celebrare quindi la nostra pasqua, ciò che in noi deve ancora avvenire e che avverrà, dunque è la nostra festa, la festa di ciò che saremo. Maria è entrata con il corpo nella vita divina, nella gloria (cfr. II lettura: quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di incorruttibilità...); vive già da ora la vita di risorta (cfr. I lettura del giorno: Ora si è compiuta la salvezza...).. E' anche la festa in cui si può parlare di Maria senza temere di cadere nel devozionalismo mariano.
Questa festa è antichissima anche se la proclamazione del dogma dell'assunzione è recentissimo (1950!). Ma perché è stata fissata il 15 Agosto?

Basta guardarsi attorno. L'estate è al culmine, i colori sono al massimo della loro densità: le rose, i girasoli, il blu del mare, il verde delle foreste. È tutto molto intenso ... si potrebbe dire che più di così ... si muore. La natura infatti muore, sfiorisce, ma solo perché è arrivata alla sua pienezza; muore sì, ma per consumazione, per pienezza di vita. La vediamo quasi «sfatta», ma solo per il suo eccesso di fioritura (sazi di giorni muoiono tutti i patriarchi nell'Antico Testamento)

La festa di oggi ci vuole dire anche un po' questo: Maria (il credente), è colei che ha vissuto appieno la sua vita in Cristo. La tradizione infatti non parla della morte della Madonna ma della sua «dormizione», ella cioè non muore, ma si compie per pienezza di vita, si consuma di vita. Lo avete mai visto un girasole morire? ... sazio di colore e di fioritura, carico di semi e stanco di fecondità.

La cosa più bella da fare oggi (oltre - per chi può - alle battaglie con i semi di cocomero sulla spiaggia) sarebbe una carrellata sulla storia delle rappresentazioni artistiche del mistero di Maria.

Sempre e ovunque ci si imbatterà su Maria che tiene in braccio il bambino: è la rappresentazione che prende nome di Theotokos, la madre di Dio. Maria è anzitutto questo: il trono di Gesù, luogo dell'ostensione, un supporto per lui, è il suo corpo (sia perché glielo ha dato sia perché è simbolo della chiesa) e infatti solitamente lei è raffigurata enorme e lui piccinissimo. Lei è la visibilità di Gesù (questo in fondo è il ruolo della chiesa).

Un altro filone di raffigurazioni vede in Maria la persona che ha veramente compiuto la relazione filiale con Dio: è la figlia di Sion (già nell'AT Israele è considerato come un figlio da Jhwh, si veda per es. Osea 11,1; Sal 2; Is 66 ecc...)

L'icone della dormizione si collocano su questo filone: raffigurano Maria stesa su un grandissimo letto, circondata dai discepoli. Questo letto troppo grande per non essere un simbolo, ricorda l'arca dell'alleanza (cfr. infatti il riferimento propostoci dalla liturgia nella I lettura della vigilia e nella I lettura della messa). Maria sembra che dorma (la morte non è più un evento drammatico, come ci dice anche la II lettura della messa della vigilia: dov'è morte la tua vittoria? Dov'è morte il tuo pungiglione?). Sopra di lei vi è una mandorla. La mandorla è il simbolo della nuova vita, come un grembo di una donna, come un uovo, è il simbolo della risurrezione. Peraltro abbiamo celebrato, guarda caso, pochi giorni fa la trasfigurazione, che nelle icone presenta lo stesso simbolo; infatti ogni festa di Maria ha un suo parallelo in un festa del Signore.
In questa mandorla vi è Gesù che tiene in braccio, in segno di esposizione (si sono invertiti i ruoli), una cosa bianca e piccola: quella sarebbe l'anima di Maria, appena nata alla nuova vita. E' Maria questa volta ad essere bambina (se non diventerete come bambini...), ed è avvolta ora lei nelle bende-sudario (come lo è Gesù nell'icona di Natale) ed è ora lei Figlia. Si tratta quindi della sua nascita al cielo.

Ovviamente questa icona è da vedere in contrasto con le altre icone della Madonna, quelle in cui è lei che porta in braccio il Figlio. Questo è il paradosso del cristianesimo, per dirla con Dante: Vergine Madre, figlia del tuo figlio ... tu se' colei che l'umana natura/nobilitasti sì che'l suo Creatore/non disdegnò farsi sua creatura. Maria è modello del credente che accogliendo la Parola di Dio (avvenga di me secondo la tua parola) diventa figlia di Dio.

Altro filone è quello che vede in Maria la sposa. Il rapporto che Dio ha con Israele nell'Antico testamento prende spesso le forme di quello di un rapporto di amore e quindi Israele viene considerato da Jhwh come il partner esclusivo di questo rapporto d'amore (cfr. Osea 2, Trito-Isaia; Ct; Ger ecc...). Per questo - lo si dica per inciso - l'adulterio sarà preso ad emblema del peccato, non perché la Bibbia nutra atteggiamenti encratisti o sessuofobi, ma perché con esso si vuole spiegare in metafora, secondo il linguaggio dell'amore sponsale, cosa è l'allontanamento da Dio [e per questo l'immaginario collettivo ha fatto diventare Maria di Magdala una prostituta ... ma questo aprirebbe un altro discorso...]

Le raffigurazioni di Maria sposa ce la mostrano seduta sullo stesso trono di Gesù, insieme con lui (leggere Ef 1!!), vestita come una sposa (cfr. Sal 44 e ancora Ef 5). In alcune figure Gesù stesso le dà la sua corona (condivide con lei la sua gloria, cioè la vita divina, la resurrezione) mentre attorno tanti angeli suonano e cantano (cfr. I lettura della vigilia).

Ci sarebbe ancora da sottolineare che Maria è legata al mistero della generazione e del dono della vita a doppio laccio, sia come donna (il mistero del parto) che come credente (la vita della fede), e per questo non può conoscere la morte (cfr. prefazio del giorno: non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita). La fede e le donne (che la Bibbia rende infatti le prime testimoni della resurrezione e della fede in Cristo) ci dicono insomma che le sofferenze presenti possono essere solo le doglie di un parto (aprendo così il mistero del male ad una nuova speranza) e che forse anche la morte in fondo può essere considerata solo un eccesso di vita (vedere come muore un girasole, ma anche come muore Rachele in Gen 35,17ss!).

In altre rappresentazioni Maria è una figura enorme, in piedi, dentro il cui manto sono raccolti tanti uomini e donne: allora ella è raffigurata nel simbolo della tenda-chiesa, il santuario (cfr. I lettura della messa del giorno). Maria-Chiesa è una persona in molte persone, perché Maria oltre ad essere un individuo storico (della cui esperienza tanto singolare e inaudita, nulla si può dire) è icona di quello che è ogni credente che vive la sua fede fino in fondo, fino alle sue estreme conseguenze. Maria è perciò immagine della chiesa (nella I lettura del giorno si dice rivestita di sole, tenendo presente da una parte l'uomo che si riveste di Cristo [cfr. Fil, Ef, Col] e dall'altra l'idea di Cristo-sole). La metafora della tenda dell'alleanza ci dice che la chiesa è sempre in cammino, come il popolo nel deserto (che è luogo dell'incontro con Dio, del fidanzamento: cfr. prima lettura del giorno) e che deve sempre «smontarsi», come si smonta una tenda, per poi ricostruirsi altrove quando si vuole proseguire il cammino. Il cammino dell'uomo con Dio è una storia d'amore, progressiva, tappa per tappa.

Solo dal XIII secolo in poi Maria viene raffigurata sempre più da sola, senza il bambino. Questo riflette un cambiamento anche della mariologia e della pietà mariana: è infatti da questo momento che inizia la degenerazione di questa figura e del suo messaggio, così importante per ogni cristiano.

Solo in riferimento a Cristo, infatti, Maria ha senso. Solo in quanto Madre di Dio, vera credente, arca dell'alleanza, tenda del convegno, immagine del popolo di Dio, sposa, figlia, corpo di Cristo, sua visibilità, luogo visibile dell'ostensione di qualcosa che è sempre tanto piccolo (Madonna «trono» di Gesù bambino). Solo così si comprende davvero questa maestosa figura.

Quando invece la si staccherà da questo mistero, non la si comprenderà più. Quando infatti, e saranno molte le omelie a farlo oggi, si parla delle sue grandi virtù, della sua esperienza, di quello che faceva, di quanto ha gioito o sofferto, semplicemente non si sa cosa si dice, perché il vangelo tace completamente su tutto questo. La sua esperienza è stata la sua, originale e particolarissima quanto può esserlo la mia e la tua, tanto più quella di Maria fu la sua come quella di nessun altro.

Se sia stata una donna esemplare o una «madre snaturata» non ne sappiamo poi gran che (anzi pare che alcuni padri abbiano fatto affermazioni abbastanza sconcertanti in quest'ultima direzione!). Certo ha vissuto in modo quanto mai vicino e inaudito l'esperienza della fede e in questo ci è davvero madre e modello. Ma più ancora: guardando a lei dovremmo vedere cosa accade a noi: impariamo a vederla come sorella (?). Ultima annotazione: per capire qualcosa in più di questo «grande mistero» (Ef 5) di Maria, abbiamo dovuto ricorrere alla fede di coloro che prima di noi l'hanno creduta, e credendola hanno cercato di comprenderla e rappresentarla. ... con tutto ciò che questo significa: NELLA FEDE DELLA CHIESA.

Prega

Signore, come Maria, aiutaci a vivere di fede: che la nostra fede sia forte soprattutto nei momenti del dolore e della prova. Come Maria, aiutaci a vivere d'amore: che noi sappiamo dimenticarci di noi stessi e vedere il tuo volto sul volto dei fratelli. Come Maria, aiutaci a vivere di speranza: che noi non ci lasciamo abbattere dalle difficoltà e dagli insuccessi, ma guardiamo al tuo Figlio, morto e sepolto e risorto per amore. Come Maria, aiutaci a essere umili. Come Maria, aiutaci a dire " sì “ quando ci chiami. Come Maria, aiutaci a essere poveri. Perché sappiamo donare noi stessi. Come Maria, aiutaci a incontrarti nel silenzio,

 

Un pensiero per riflettere

Dice il Signore: “Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno che siete miei discepoli”.

—E San Paolo: “Portate gli uni il peso degli altri, e così compirete la legge di Cristo”

—Io non ti dico niente.

 

 

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