Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
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LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA MAGGIO 2008

LA PAROLA DEL PARROCO 

Cari fratelli, sorelle e amici della Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore,

 Il Nuovo Testamento ci presenta Maria la Madre di Gesu' nell'ordinarieta' e nella concretezza della vita quotidiana. A parte l'annuncio dell'angelo (Lc 1,26-38), il miracoloso non appare nella sua vicenda, che rimane espressione della realta' degli ambienti popolari palestinesi e scandita dagli appuntamenti propri della condizione umana. Maria e' descritta come donna del popolo di povere origini, partecipe agli eventi gioiosi o tristi della vita quotidiana del suo tempo: si fidanza, diventa madre, visita una parente anziana, compie i pellegrinaggi a Gerusalemme, e' presente ad una festa di nozze come pure alla morte atroce del figlio, e' inserita nel clan familiare e nella comunita' apostolica. E' una donna vera che sa riflettere e parlare, ascoltare o prendere l'iniziativa, piangere o gioire...Tutto questo fa di Maria una persona concreta.

La valorizzazione piena di Maria e' dovuta a Luca e a Giovanni, che la fanno entrare direttamente in scena nei misteri dell'infanzia e della vita pubblica di Cristo, rivelandone la missione e la spiritualita'. Con Luca, Maria entra in piena luce; e' lei che, alle origini del vangelo, occupa il primo posto; e' lei che, alla nascita della Chiesa, partecipa con i discepoli alla preghiera nel cenacolo (Atti, 1,14). Infine Giovanni inquadra la vita pubblica di Gesu' tra due scene mariane (Gv 2,1-12; 19,25ss): a Cana come sul Calvario, Gesu' definisce con autorita' la funzione di Maria dapprima come fedele, poi come madre dei suoi discepoli. A tutti i livelli della tradizione evangelica, Maria e' innanzitutto "la madre di Gesu'". Parecchi testi la designano con questo semplice titolo, che definisce tutta la sua funzione nell'opera della salvezza.

Maria, in rapporto a Gesu' si trova in una situazione speciale che non appartiene a nessun altro membro della Chiesa. Essa e' la madre di Gesu' e della Chiesa: in lei vediamo il mistero della Chiesa vissuto pienamente da un'anima che accoglie la parola divina con tutta la sua fede.

Nell'Annunciazione c'e' stato un intervento personale di Dio nella storia, riguardante la Vergine, in ordine all'incarnazione del Verbo di Dio. La Vergine e' stata chiamata alla collaborazione piu' alta, con tutto il suo essere. Il Verbo si e' fatto carne quando essa, spinta dalla luce e dalla forza dello Spirito, si e' offerta con piena disponibilita' alla parola e al disegno di Dio. Questo e' lo stile di Dio, che sradica, nel corso della storia, persone e famiglie dalla loro esistenza ordinaria per farle protagoniste della storia della salvezza. Non c'e' per costoro altra sicurezza che la parola di Dio, non c'e' altro appoggio che quello della sua fedelta'. L'avvenire e' tutto carico di mistero e domanda una costante risposta di fede. 

Ancora in Luca, durante la vita pubblica il ruolo materno di Maria si esprime nella ricerca del Figlio e nell'ascolto della sua parola, che invita a dare il primato ai rapporti di fede e di adesione alla volonta' di Dio: la madre diviene discepola (cf. Lc 8,19-20; 11,28). Questa prospettiva e' accentuata da Giovanni che situa Maria nei due momenti decisivi della prima manifestazione messianica di Cristo (Gv 2,1-12) e del culmine della sua missione salvifica (Gv 19,26-27). Nel pensiero dell'evangelista Maria e' strettamente associata all'"ora" e alla glorificazione di suo figlio. 

L'insegnamento fondamentale della Sacra Scrittura mira a porre al sicuro gli atteggiamenti di base del cristiano in rapporto al Padre (Regno di Dio), al Figlio (vita in Cristo) e allo Spirito Santo (cammino nello Spirito). Tuttavia non si puo' negare che Maria sia oggetto di particolare attenzione. Il suo compito nella storia della salvezza e' unico e richiede un rapporto diretto con lei nella lode e nell'accoglienza di fede del suo ruolo materno.

 Dall'insieme degli autori del Nuovo Testamento emerge in quale onore fosse tenuta Maria nella primitiva comunita' cristiana: se la vita cristiana e' apertura al regno di Dio, Maria e' la vergine povera che si apre ad esso totalmente e in modo esemplare, e' la credente che partecipa alla vicenda salvatrice del Signore in un cammino di fedelta', ascolto e perseveranza; Maria e' la prima creatura su cui si effonde lo Spirito Santo per farla operare con cuore nuovo e spingerla alla testimonianza di Cristo e alla lode per gli interventi di Dio nella storia (cf. Magnificat). 

Tutti questi sono germi di uno sviluppo che la tradizione attuera' lungo i secoli, fino alle espressioni del Concilio Vaticano II, riguardo alla Beata Vergine Maria, Madre di Dio, nel mistero di Cristo e della Chiesa, nella costituzione Lumen Gentium al cap. VIII°: 

"Volendo Dio misericordiosissimo e sapientissimo compiere la redenzione del mondo, quando venne la pienezza del tempo, mando' il suo Figlio, nato da una donna... per fare di noi dei figli adottivi (Gal 4,4-5)... Questo divino mistero di salvezza ci e' rivelato e si continua nella Chiesa, che il Signore ha costituita quale suo corpo e nella quale i fedeli, aderendo a Cristo capo e in comunione con tutti i suoi santi, devono pure venerare la memoria innanzi tutto della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesu' Cristo (LG 52)"

Don Mauro

 

LETTERA AI GENITORI

Carissimi,genitori dei bambini che riceveranno per la prima volta Gesù Eucarestia il prossimo 1 GIUGNO, e ai genitori dei ragazzi che riceveranno la Cresima il prossimo 21 settembre.

Conosco la stanchezza che, a volte, vi prende, per la fatica di conciliare lavoro e famiglia, per le ore trascorse nel traffico a sera e al mattino, a volte per il senso di colpa perché avreste voluto stare di più con i figli, ma è stato impossibile. Conosco anche quanto è importante per voi l'essere padri e madri,
quanta preoccupazione , ma anche quanta gioia questo vi dia. Come riempie il vostro pensiero ed il vostro tempo.

Ricordo la riflessione di un missionario che predicava gli esercizi spirituali ad alcuni preti,dicendo: "So che voi amate veramente Dio e le vostre parrocchie. E' da una vita che, giorno per giorno, state vivendo questo e, se anche qualche mattina vi sembra di sentirlo meno, non per questo è meno vero , perché l'amore è la vostra scelta, la vostra fedeltà". Anch'io voglio così incoraggiarvii, in questi giorni prima della festa per la comunione dei vostri figli.

"Vi invito ad avere fiducia nell'incidenza della vostra opera educativa : troppi genitori sono scoraggiati dall'impressione di una certa impermeabilità dei loro figli, che sono capaci di pretendere molto, ma risultano refrattari a ogni interferenza nelle loro amicizie, nei loro orari, nel loro mondo.
La vostra vocazione a educare è benedetta da Dio: perciò trasformate le vostre apprensioni in preghiera, meditazione, confronto pacato. Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto. Educare è una grazia che il Signore vi fa: accoglietela con gratitudine e senso di responsabilità. Talora richiederà pazienza e amabile condiscendenza, talora fermezza e determinazione, talora, in una famiglia, capita anche di litigare e di andare a letto senza salutarsi: ma non perdetevi d'animo, non c'è niente di irrimediabile per chi si lascia condurre dallo Spirito di Dio".
(Card. Martini)

"Voi genitori sentite la responsabilità di provvedere alla felicità dei vostri figli: siete disposti a concedere molto, talora anche troppo, “purché lui sia contento”.
Questo diventa motivo di ansia, di sensi di colpa, di esasperazione quando non riuscite a ottenere dai figli che assumano, condividano le vostre indicazioni, quando risultano impraticabili le proposte che sembrano tanto ovvie ai preti, agli insegnanti, agli esperti che scrivono sui giornali.

A me sembra che sia più saggio considerare che i genitori non sono colpevoli di tutti gli errori e l'infelicità dei figli, di tutto lo squallore di certe giovinezze sciupate nell'inconcludenza o nella trasgressione. È eccessivo che un papà e una mamma si sentano colpevoli di tutto: è più prudente e rasserenante condividere la responsabilità dentro una comunità".

"Una famiglia che si isola , che difende la propria tranquillità sottraendosi agli appuntamenti comunitari risulta alla fine più fragile e apre la porta a quel nomadismo dei giovani che vanno qua e là assaggiando molte esperienze, anche contraddittorie, senza nutrirsi di nessun cibo solido.
Inserirsi in una comunità cristiana, in una parrocchia , può richiedere qualche fatica e non risparmia qualche umiliazione: penso alle famiglie che hanno cambiato casa e si sentono perdute nei quartieri nuovi, penso a quelle che hanno sofferto qualche incomprensione, penso a quelle appassionate dell'andare altrove per vedere gente, per praticare sport, per respirare un po' d'aria buona. Ecco: viene il tempo in cui scegliere le priorità. Il futuro dei vostri figli ha bisogno di scelte che dichiarino che cosa è più importante".

"Ritenere irrinunciabile la partecipazione alla Messa domenicale introduce a una mentalità di fede che ritiene che senza il Signore non si può fare niente di buono. Perciò la frequenza alla Messa domenicale nella vostra parrocchia, la partecipazione alle feste della comunità, l'assunzione di qualche responsabilità, la cura perché i figli frequentino l'oratorio, la catechesi, gli impegni e le iniziative dei giovani della parrocchia sono un modo per favorire questo senso di appartenenza che dà stabilità e conduce a un progressivo farsi carico della comunità che può maturare anche in una vocazione al suo servizio".

Curate il vostro rapporto matrimoniale, il mistero dell'amore fra l'uomo e la sua donna. Un figlio impara ad amare, non solo perché è amato, ma prima ancora perché vede i suoi che si amano, vede cosa una figura maschile pensa della figura femminile e viceversa. Impara cosa sia la stima, la fedeltà, il dialogo, la disponibilità a cambiare, spiando quasi come i "suoi" grandi si comportino!

"Non sempre gli impegni professionali, gli adempimenti di famiglia, le condizioni di salute, il contesto in cui vivete, aiutano a vedere con lucidità la bellezza e la grandezza della vostra vocazione. È necessario reagire all'inerzia indotta dalla vita quotidiana e volere tenacemente anche momenti di libertà, di serenità, di preghiera.

Vi invito pertanto a pregare insieme, già questa sera, e poi domani e poi sempre: una preghiera semplice per ringraziare il Signore, per chiedere la sua benedizione per voi, i vostri figli, i vostri amici, la vostra comunità: il Padre nostro, l'Ave Maria per tutte quelle attese e quelle sofferenze che forse non si riescono neppure a dire tra di voi. Vi invito ad aver cura di qualche data, a distinguerla con un segno, come una visita a un santuario, una Messa anche in giorno feriale, una lettera per dire quelle parole che inceppano la voce: la data del vostro matrimonio, quella del battesimo dei vostri figli, quella di qualche lutto familiare, tanto per fare qualche esempio".

Vi ricordo, che voi siete i "migliori genitori" dei vostri figli , anche se il vostro amore iniziale si è interrotto. I vostri ragazzi non avranno mai altri genitori che voi. Voi li avete chiamati alla vita e, se anche ci sono stati sbagli, fallimenti e peccati, restate i migliori genitori che i vostri figli possano avere. Se la vostra situazione di separati risposati o di conviventi vi impedisce di ricevere l'eucarestia questo non vuol dire che non potete lo stesso dare una vera testimonianza di fede alle vostre creature. Ricordo di aver detto ad una mamma, che mi chiedeva di poter fare la comunione solo il giorno della prima comunione del figlio, per esser vicina a lui proprio quel giorno: "Signora, prometta a suo figlio che, da oggi, lo accompagnerà sempre a messa, anche se, come segno penitenziale, la Chiesa le chiede di non fare la comunione. Questo impegno farà capire molto di più a suo figlio quanto sia importante per lei l'eucarestia". E la sua consolazione a questa risposta era evidente. Ricordo anche l'espressione di una persona separata: "Io so di non poter fare la comunione, ma vivo questo come chi è lo stesso invitato a cena dal Signore, che può gioire e mangiare di tutte le portate della cena, insieme agli altri - l'ascolto della Parola, il canto, il dono delle offerte, la preghiera dei fedeli, lo scambio di pace, la preghiera eucaristica - ma non può poi accostarsi all'ultimo piatto, al "dolce", alla comunione. E' un rammarico per me, ma guai se non ricevo tutto il resto che la Chiesa e il Signore mi mettono a disposizione". Mi è sembrata una testimonianza non basata sull'emotività, ma su di una commovente (che muove, che fa cambiare) verità.

Infine , vivete la carità! Come ben sapete già da chi vi ha preceduto a celebrare questa festa, la nostra parrocchia non vi chiede una cifra stabilita per fiori ..spese….e qualche opera caritativa come segno di condivisione, ma il vangelo ci impone di ricordarvi che, in questo giorno di festa, dovete essere non solo generosi, ma molto generosi. La Chiesa non può vivere senza che i cristiani condividano i beni che hanno. Senza questo, non ci sarebbero le parrocchie, i missionari, i luoghi di servizio ai più poveri, i luoghi di educazione e sostegno dei ragazzi e così via. Non solo vivetela voi adulti, ma coinvolgete in essa i vostri figli: parlate con loro di come sia importante che la vostra famiglia viva la corresponsabilità anche economica nella Chiesa. I figli si educano non solo con i "no", ma anche con i "sì", con il mostrare loro quanto bene sono e saranno in grado di fare man mano che cresceranno.

Buona prima comunione…Buona Cresima ……buona vita da veri cristiani in famiglia!

don Mauro

 

RINGRAZIAMENTI DAL GRUPPO PALIO

…….

 

PREGHIERA A MARIA

P R E G H I E R A
(a chiusura del mese di maggio)


Vergine Madre del Buon Annuncio, il mese di Mag­gio è terminato !!!
Un tenue velo di mestizia si distende sul no­stro cuore...
Come ci era caro venire ai tuoi piedi, fissarti con gli occhi amorosi, dirti tante cose, svelarti tut­ta 1’ anima e partire da te, con lo sguardo ed il cuore, pieni di visioni di candore, di mille desi­deri non indegni di Te.
Come ci prende la nostalgia di quei momenti in cui tutto era dimenticato, e Tu, Tu sola risplen­devi dinanzi a noi, sorridente, come tutti ti mi­rano in questa chiesa.
Come sentiamo il rimpianto del quotidiano pellegrinaggio ai piedi del tuo altare, per portare a Te, o Fiore della terra, o Rosa del cielo, Spe­ranza dei mortali, insieme ai sospiri, tutte le bellezze della natura che incontravamo per via.
La natura in risveglio, la terra erompente in una nuova vita, la campagna coperta di verde, po­polata di mille e mille fiori, ci facevano pensare a Te, anelare a Te, desiderare Te, che spiritual­mente racchiudi tutto quello che di bello la Provvidenza ha disseminato quaggiù !!!
Raccogliemmo tutte le gentili creature dei giardini, ed ora ci sembra di vedere il tuo altare, candido, coperto dei fasci dei nostri fiori, ci sem­bra che la tua cara immagine, emer­ga sorridente dalla festa che con te abbiamo vissuto, dai sospiri puri, dalle lacrime sante, dalle preghie­re appassionate dalle promesse di bene che a Te portammo.
La Tua Santa immagine, così adorna, non svanirà mai più da noi. la dolcezza delle conver­sazioni con Te: resterà sempre in noi per renderci più buoni, più puri, più credenti, più osservanti delle leggi di Dio e della Chiesa.
Prima che da Te ci allontaniamo, benedici o Madre, questi nostri proponimenti. Benedici noi, le nostre case. I nostri quartieri. i nostri cari.
Benedici ed accogli i fiori che ti portammo nel Maggio a Te consacrato. Oh possano, quei fiori, spargere sempre maggiori balsami di grazia. possa il cuore nostro. illuminato dal Tuo sorriso benedicente, essere l’eletto sorriso del Tuo Gesù. al quale noi giuriamo eterna fedeltà ed amore.
Così sia. 

 

 

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