Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650

LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA MARZO 2007


LA PAROLA DEL PARROCO
Cari fratelli, sorelle e amici tutti della Comunità di Gesù Divin Lavoratore,
Mi sono chiesto: perché mai la Pasqua dovrebbe avere un significato così grande, come si dice: inizio di un mondo nuovo, speranza incorruttibile, vittoria del bene sul male…?

In fondo, si potrebbe obiettare, la Pasqua dice solo che Gesù di Nazaret è risorto. Anche accettando come vera la testimonianza dei primi discepoli, che dicono di averlo visto, la notizia ha un significato limitato e probabilmente, come tutte le notizie, cadrebbe nella dimenticanza dopo un po’ di tempo. E allora perché da duemila anni si ripete la stessa notizia?

Wittgenstein ha scritto che “credere in Dio significa capire che il mondo non è poi tutto”. Con il termine “mondo” s’intende tutto quel sistema di cose e di eventi entro cui si muove la nostra esistenza. Il mondo così inteso ha le sue regole, fa le sue promesse, distribuisce i suoi premi e i suoi castighi. Ad alcuni fa doni immensi (fortuna, ricchezza, successo), ad altri impone pesi gravosi (solitudine, malattia). A tutti, comunque, il mondo riserva, come fine inevitabile, la morte.

La resurrezione di Gesù riguarda questo mondo, perché tocca l’umanità concreta di un uomo, Gesù di Nazaret; e tuttavia la resurrezione di Gesù non viene da questo mondo e, in certo senso, sottrae a questo mondo qualcosa che gli apparteneva.

Il «Cristo risorto – ricorda san Paolo – non muore più, la morte non ha più nessun potere sopra di lui» (Rm 6, 9). L’uomo Gesù di Nazaret apparteneva al “sistema-mondo” tanto che ha sofferto, ha subito una condanna ingiusta e una morte vergognosa. Ma ora la sua esistenza è sottratta per sempre alle minacce del mondo. Si può dire che l’uomo Gesù è passato da una sfera di vita (quella del mondo) a un’altra sfera di vita (quella di Dio). Davvero in lui si è mostrato che “il mondo non è tutto”.

E se il mondo non è tutto, che cosa cambia nella nostra vita? Tutto. Cambia tutto perché il mondo non può più impormi in modo assoluto le sue leggi e io posso porre atti che escono dalla logica del mondo che è la logica del successo e della riuscita. Per esempio, posso porre un atto di amore gratuito, che non abbia ricompense di nessun genere. Questo, dal punto di vista mondano, è illogico, è pura perdita. Ma se c’è qualcosa oltre il mondo e se questo qualcosa può irrompere nella vita del mondo, allora il gesto di gratuità ha una sua sapienza misteriosa e grande.

Allora si può capire addirittura una realtà come la morte in croce: questa morte è pura follia in una logica mondana, ma è sapienza di Dio nella logica della resurrezione. Accettando la sua morte Gesù ha posto un atto di amore che, dal punto di vista umano, appare una sconfitta perché gli ha ottenuto solo sofferenza e morte; attraverso la resurrezione questo atto di amore, vissuto in pura perdita dal punto di vista mondano, appare invece la via misteriosa per un incremento assoluto di vita: il Cristo risorto non muore più.

Le conseguenze non sono difficili da tirare. Si pensi ad atti come il perdono, il sacrificio, la rinuncia, la fedeltà…; tutti questi atti che appaiono illogici nel “sistema-mondo” possono essere giustificati e motivati nel sistema “Dio e mondo” perché Dio ha davvero operato, e la sua azione si è mostrata vittoriosa anche sulla morte.

Che stiamo vivendo un tempo di tensioni e di paure, non c’è bisogno di dimostrarlo. Che questo tempo produca una logica fatta di azioni e reazioni uguali e contrarie è altrettanto chiaro. Se rimaniamo dentro a questo schema non c’è speranza: tutto finirà solo quando uno dei due contendenti sarà annullato. Ma se c’è qualcos’altro oltre al mondo, possiamo sperare che un amore gratuito, ingiustificato, creativo possa sempre manifestarsi; e se abbiamo fede, possiamo offrire le nostre membra a questo amore infinito perché si serva di noi per irrompere nel mondo e cambiarlo.


E allora rimangono vere le parole di Isaia: «Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve n’accorgete?» (Is 43, 19).

Buona Pasqua di Resurrezione!
                                                                                                                         Don Mauro


PER SAPERNE DI PIU’

Gesù va a Gerusalemme

Per far cosa?
►per celebrare la Pasqua Ebraica
► per istituire la Pasqua Cristiana
► per andare in croce e salvarci

PASQUA EBRAICA
Cosa ricorda?
- Dio che ha liberato gli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto portandoli attraverso il deserto fino alla terra promessa.

Come si celebra?
-La sera della vigilia di Pasqua sulla tavola di ogni famiglia c’è l’agnello, un calice di vino, le erbe amare, la aroset e il pane azzimo (non lievitato).

Perché quei cibi?
AGNELLO: perché per essere salvati da Dio gli ebrei dovevano cospargere gli stipiti delle loro porte in Egitto con il sangue di agnello.

ERBE AMARE: per ricordarsi che la schiavitù in Egitto è stata amara e dolorosa.

PANE AZZIMO (non lievitato): perché sono partiti dall’Egitto in fretta e il pane non ha fatto in tempo a lievitare.

PASQUA CRISTIANA
Cosa ricorda?
- Gesù che, morendo in croce e risorgendo, libera dalla schiavitù del peccato tutti gli uomini.
Gesù, la sera prima di andare in croce, dopo aver celebrato la Pasqua Ebraica, istituisce la Pasqua Cristiana facendo con i suoi apostoli l’Ultima Cena.
L’ULTIMA CENA
Come l’ha celebrata Gesù?
- Gesù prese il pane e il calice del vino, disse la preghiera di benedizione e distribuendo il pane e il vino ai suoi apostoli disse: “Prendete, questo è il mio corpo...prendete questo è il mio sangue, versato per voi!”
Anche noi festeggiamo la Pasqua ogni domenica celebrando l’Eucaristia, cioè la Messa.

LA MESSA
Come si celebra?
- Il Sacerdote compie gli stessi gesti e parole di Gesù e lo Spirito Santo trasforma il pane e il vino in Corpo e Sangue di Gesù.



PER VIVERE BENE LA DOMENICA: PASQUA DI OGNI SETTIMANA

Il "Decalogo" della Domenica

(+ Francesco Lambiasi, Assistente generale dell'Azione cattolica italiana)
lo sono il giomo del Signore, Dio tuo. lo sono il Signore dei tuoi giorni.

1. Non avrai altri giorni uguali a me.
Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.

2. Non trascorrere la domenica invano,
drogandoti di televisione, alienandoti nell'evasione, caricandoti di altra tensione.

3. Ricordati di santificare la festa,
non disertando mai l'assemblea eucaristica: la domenica è la pasqua della tua settimana, il sole l'eucaristia e il cuore è Cristo risorto.

4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande giomo
con i tuoi figli! Ma non imporlo mai, neanche ai minori, e non ricattarli. Contagia loro la tua gioia di andare a messa: questo vale molto più di cento prediche.

5. Non ammazzare la domenica
con il doppio lavoro, soprattutto se remunerativo: non violarla né svenderla, ma vivila "gratis et amore Dei" e dei fratelli.

6. Considera il giorno del Signore "il momento di intimità
fra Cristo e la chiesa sua sposa", come ha detto il papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.

7. Non rubare la domenica a nessuno,
né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.

8. Non dire falsa testimonianza
contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla messa.

9. Non desiderare la domenica degli "altri",
i ricchi, i gaudenti, i bontemponi. Desidera di condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.

10. Non andare a messa solo perché è festa,
ma fa' festa perché vai a messa.
 


LA RICETTA DI NONNA AMALIA

LASAGNE VERDI ALLA BOLOGNESE
 

INGREDIENTI Per sei persone
Per il sugo:
• 200 g di manzo macinato
• 150 g di carne di maiale macinata
• 100 gr di fegatini di pollo
• ½ cipolla
• 1 carota
• 1 gambo di sedano
• 200 g di passata di pomodoro
• 30 g di burro
• sale
• pepe
Per le lasagne:
• 400 g di farina bianca
• 2 uova
• 250 g di spinaci
• 5 dl di besciamella
• 60 g di parmigiano
• 60 g di burro
• 1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
• Sale

PREPARAZIONE
Per preparare il ragù, spellare, lavare e tritare insieme la cipolla, la carota e il sedano e soffriggerli in un pentolino con il burro. Aggiungere le carni macinate ed i fegatini puliti e tritati.
Quando tutto sarà ben rosolato, aggiungere la passata di pomodoro. Salare, pepare e cuocere a fuoco bassissimo con il coperchio per 1 ora e 30 minuti, mescolando di tanto.
Pulire gli spinaci e lavarli a lungo sotto l'acqua corrente, lessarli in poca acqua salata e scolarli ben bene. Strizzarli a fondo e sminuzzarli a pezzettini. Impastare la farina con le uova e gli spinaci, tritare la sfoglia molto sottile e tagliarla in rettangoli uguali.
Cuocere le lasagne in acqua salata bollente, condita con un cucchiaio d'olio, in modo che le lasagne non si attacchino tra loro. Scolarle e stenderle ad asciugare una accanto all'altra su un canovaccio. Imburrare una teglia e riempirla con strati alternati di lasagne, ragù, formaggio grattugiato e besciamella.
Sull'ultimo strato versare un po' di besciamella e del burro in noci. Cuocere il tutto in forno a 160° per circa mezz'ora, finché la superficie sia ben abbrustolita. Servire caldo.
 

 

 

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