Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
Via Bolivia 15
27029 Vigevano (Pv)
Tel. 0381 311650

LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA OTTOBRE-NOVEMBRE 2007 

LA PAROLA DEL PARROCO

Cari fratelli, sorelle amici tutti della Parrocchia, in questo mese vorrei utilizzare questo spazio per dirvi qualcosa sulla santità!

Cominciamo innanzitutto con l’affermare che ad essere il Santo per eccellenza è solo Dio. I cherubini schierati l'uno di fronte all'altro in Is 6, 1-10 esaltano la gloria di Dio che abbraccia l'intero universo, ne cantano le lodi e lo proclamano "Santo, santo, santo". Questa espressione, che fra l'altro rende anche l'idea della Trinità, sottolinea con forza che unico ad essere Santo in quanto Signore della gloria e giudice universale degli uomini (Is 1,4) è il solo Dio Onnipotente e la sua grandezza non è compatibile con la finitudine umana (Sir 18, 1-4).
Egli è il Santo perché perfetto e ineffabile, unico che possieda tutte le fattezze di impeccabilità e magnificenza. Santità vuol dire infatti perfezione assoluta; e chi può vantare un tale attributo se non il Creatore e Legislatore dell'universo? E chi si può assumere come modello esaustivo di perfezione se non Colui che è la somma di tutte le perfezioni? Dio solo è Santo. Eppure, se osserviamo con attenzione alcuni passi della Bibbia, Dio non trattiene per se stesso questa santità ma al contrario vuole che anche gli uomini ne siano partecipi: Non per niente lo stesso Signore ci rivolge l'esortazione: "Siate santi, perché io il Signore vostro Dio sono Santo" Lv 19, 2; Gesù ribadisce lo stesso invito, affermando: Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli" mentre Paolo parla di coloro che "a ciò predestinati, si sono resi conformi all'immagine del Figlio di Dio" (Rm 8,29). Il libro dell’Apocalisse (Cap. 6) ce li descrive rivestiti di "vesti candide del sangue dell'Agnello dopo aver affondato la grande tribolazione e avendo ottenuto il divino sigillo". Dio insomma non soltanto consente ma addirittura ci invita ad essere Santi. Se poi gettiamo lo sguardo sul  termine "Santo" secondo l’originale greco, osserveremo che questo nelle Lettere Paoline e per estensione in tutto il Nuovo Testamento indica semplicemente il fedele, il membro della comunità ecclesiale... Insomma il cristiano stesso. Questo di fatto non è mai stato smentito né trasformato, al contrario si ribadisce più volte in seno alla vita ecclesiale che tutti possiamo anzi dobbiamo essere santi e tale categoria non appartiene solo a quanti sono stati innalzati all’onore degli altari.
 La santità è infatti la vocazione universale di tutti i battezzati e chiunque si definisca cristiano è votato ad essere santo. Il Documento ecclesiale Lumen Gentium sottolinea con forza questo assunto: prescindendo dalla specifica vocazione personale di ciascuno, tutti i membri del Corpo di Cristo sono tenuti a perseguire quale primario obiettivo la santità ed essere santi è l’obiettivo che ci accomuna tutti prescindendo dalla nostra vocazione singolare specifica. Questo vuole soprattutto il nostro Battesimo, che è il vincolo sacramentale primario che in modo indissolubile, nello Spirito Santo ci lega a Cristo per orientarci verso il Padre.  In che cosa consiste però la santità? Come si realizza?  Per poter rispondere adeguatamente, consideriamo con attenzione il seguente passo di Paolo: "Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio." (1 Cor 11, 1-3)
L'apostolo qui invita tutti i suoi discepoli a seguirlo e ad agire come lui. Anche nella Lettera ai Galati vuole essere imitato e chiede che negli atteggiamenti non lo si perda di vista. Ciò tuttavia non perché intenda affermare se stesso o esaltarsi rispetto a tutti gli altri, ma perché lui a sua volt si rende "imitatore di Cristo". In pratica Paolo riconosce che Cristo è già sufficiente come via per arrivare a Dio Padre e ottenere la salvezza; sa benissimo che Egli, Verbo Incarnato, è l'unico modello ed esempio di perfezione per tutti gli uomini e che basta comportarsi come Lui si è comportato (1 Gv) per fare la volontà di Dio su questa terra e raggiungere la salvezza; quindi ammette che solo Lui va imitato. Tuttavia l'apostolo nota nei suoi fedeli una certa difficoltà ad avere Cristo come punto di riferimento: la durezza di cuore, l'incapacità degli uomini a comprendere il Mistero e la naturale debolezza che conduce ad anteporre tante altre cose allo stesso Cristo ostacolano che questi possa essere imitato e seguito con la dovuta immediatezza; cosicché è necessario che Paolo proponga se stesso come modello di vita onde orientare i propri fratelli verso di Lui. Non che Paolo voglia essere imitato di per se, ma chiede ai discepoli che imitino lui per avere un quadro più chiaro di come imitare Cristo e questo ha una finalità: che tutti nessuno appartenga a se stesso o metta se stesso come fine ultimo ma che si senta di appartenere a Cristo e di restare a lui vincolato. E siccome Cristo è il Figlio di Dio, così realizzare la volontà  Dio in questo mondo.
Naturalmente, per poter avanzare siffatte pretese di avere seguito da parte degli altri, Paolo doveva essere per forza un uomo "perfetto", cioè capace per forza di imitare Gesù Cristo in tutto e per tutto e di fatto l'apostolo può ben vantare di esserlo stato. A testimoniare per lui è la sua stessa vita di conversione e di verve inarrestabile nel ministero di predicazione.

Anche noi facciamoci imitatori di Cristo e dei Santi!

don Mauro

 ANAGRAFE PARROCCHIALE 

BATTESIMI

10) BANDI LORENZO  di Eugenio e Conti Simona

11) BIAGETTI LORENZO di Maurizio e Gatti Maria Carla

12) LANZA LUCA di Roberto e Maida Anna

13) RICCIARDO LORENZO di Adriano e Giurba Caterina

14) MONTAGNA MIRIAM di Andrea e Rossi Nadia

15) SCANDONE FRANCESCA ANNA di Maurizio e Massa Maria Teresa

16) COTTA ALESSIO di Emilio e Zimbello Valentina

17) FARO ALESSIA di Marco e Paternoster Lorenza

18) CENTINEO CRISTIAN di Fabio e Silva Stella

19) MONTALBO SAMUELE di Andrea e Bovolenta Roberta

20) ICCARDI FILIPPO di Maurizio e Chiartano Cristina

21) PICCOLO ANDREA di Gianni e Stampa Maria Teresa

22) ROMUSSI LUCREZIA DOMENICA MARIA di Gianluigi e Varco Lorenza

23) CAPUZZO VICTORIA LORENZA di Loris e Moscatiello Anna Maria

24) NOBILE GABRIEL di Massimo e Arapi Ahurata

25) CORTEZ GEREMMY ALESSANDRO di Vinicio Sergio e Royes Sorto Kenia

26) ROMUSSI JAN PAWEL JOSEPH di Francesco e Agnieszka Jurkowska

27) TORRI GAIA di Alessandro e Paiarin Erika

28) TROTTI SOFIA di Alessio e Salzano Laura

29) BONGIOVANNI ILENIA di Michele e Pellegrino Monica

30) CORDONE ANDREA di Marco e Soncin Sabrina

 MATRIMONI

3) BRANCA MARCO e GIARDA GIOVANNA

4) SALVADEO ENRICO e MUSANTE MAURA

5) GATTI DEVIS e MILANESI VERUSKA

 FUNERALI

17)SIMONATO ALIDA in Borile

18) ALBERINO LUCIA in Bazzan

19) BAZZAN GIUSEPPE

20) BRAGA CARLA ved. Icardi

21) MADONIA GIUSEPPE

22) BAIARDI FRANCO

23) DIANIN MARIA

24) BALCERINI GIUSEPPINA ved. ZAnacco

25) ZANOVELLO TERESA ved. Targa

26) BAROZZI ELENA ved. GROLLA

27) GUALLINI ROSETTA in Quarti

28) FINOTTI LUIGI

29) GUAZZELLI OTTAVIA FILOMENA ved. Valdrighi

 

OFFERTE PER LA CHIESA

In mem. Def. GIOVANNI € 10; In mem. Def. MARIO e MARIA € 5; In mem. Def. FAM. UBBIALI € 10; In mem. Def. CESARE e ORTENSIA € 10; In mem. Def. SANTO, ROSA e SEVERINO € 5; In mem. Def. FAM. PICCOLINO € 30; In mem. Def. FAM. SALVADEO € 40; In mem. Def. FACCIONI GIOVANNI € 20; In mem. Def. FRANCESCA e ACHILLE € 20; In mem. Def. FRANCESCO e BARBARA € 10; In mem. Def. MASINI FRANCO € 5; IN mem. Def. GIOVANNA € 10; In mem. Def. FAM. BERTUGGIA € 40; In onore di S. Pio da Pietralcina, FAM.GIOLO ZEFERINO € 20; In mem. Def. LUCIA e MARIAROSA € 20; In mem. Def. BAIOCCHI ETTORE € 10; In mem. Def. LIDIA € 5; In mem. Def. FAM. CASALINO € 10; In mem. Def. ALDO €5; In mem. Def. ANTONIO € 5; In mem. Def. BARBARA € 30; In mem. Def. ROSINA e ETTORE € 15; In mem. Def. MARIA,FRANCESCO,GIOVANNI e NICOLA € 10; APOSTOLATO DELLA PREGHIERA € 50; In mem. della SIg. ROSETTA GUALLINI in QUARTI  i vicini di Via Vignale e Via Vercelli offrono € 70. 

IL PALIO E FESTA DI SAN CRISPINO E CRISPINIANO 2007

FOTO 

COME   COMPORTARSI  IN  CHIESA 

- La chiesa è anche tua, perché è "casa di Dio", e quindi dei suoi figli. Comportati dignitosamente nel luogo sacro, e abbine cura. 

 - Quando vi entri, spengi, per favore, il cellulare; se lo dimentichi acceso e suona, spegnilo subito. Ricordati che è più importante quello che stai facendo che non la chiamata in arrivo. 

 - Fa' bene e senza fretta il segno della Croce con l'acqua benedetta, che ti ricorda il tuo Battesimo: quel sacramento ti "lavò" l'anima e ti fece cristiano, cioè figlio di Dio. 

 - Entrato in chiesa, saluta Colui che ti ospita, il tuo Signore e dopo di Lui, la Madonna ed i Santi, che ti possono aiutare per incontrarlo. 

 - Il luogo dove si conserva l'Eucaristia è segnalato da una lampada rossa accesa, simbolo della tua fede; inginocchiati, per adorare Gesù Cristo presente. 

 - Certi modi di vestire (scollature, calzoncini, minigonne, ecc.) tu sai che non sono mai consone al "tempio dello Spirito Santo" che è il tuo corpo (cfr. 1 Cor 6,19) e alla casa di Dio, dove sei entrato. In ogni caso, distingui l'abbigliamento adatto per la chiesa da quello per i giardini pubblici o per la spiaggia. 

 - Sii puntuale alle celebrazioni, altrimenti potresti disturbare il raccoglimento e la preghiera. Non "fuggire" prima del congedo, aspettando che il sacerdote sia tornato in sacrestia, meglio se partecipi all’eventuale canto finale. 

- Nelle funzioni liturgiche occupa i posti liberi, vicino agli altri e in prossimità dell'altare per poter pregare uniti e scambiarsi i gesti liturgici. 

 - Nel partecipare alla preghiera comune: unisci la tua voce, senza gridare, non precipitare,

    va' a "tempo", pregando con gli altri. 

- “Chi canta prega due volte” (Sant’Agostino). Se proprio sei "stonato", quando gli altri cantano tu fallo sottovoce fino a quando ti sentirai più sicuro. 

- Nella Bibbia (Sal.8,3; MI 21,16) leggiamo: "Dalla bocca dei bambini e dei lattanti (o Dio) ti sei procurato una lode". È bene portare i piccoli in chiesa, per educarli alla preghiera; tuttavia sorvegliali perché non disturbino. Per i più piccoli è bene non tenerli sempre in chiesa durante l’intera celebrazione. 

 - Se vuoi accendere una candela evita di farlo durante le celebrazioni, ma, soprattutto, accendi il tuo cuore con la fede e con la preghiera. 

 - Se è indispensabile parlare, fallo sottovoce. La casa di Dio deve essere un'oasi di religioso silenzio: non è un luogo qualunque o, peggio, un mercato. 

 - Se ti confessi (a proposito: quant'è che non lo hai fatto?), non prepararti questionando per il turno. Approfitta dell'attesa per pregare e per fare il tuo "esame di coscienza". Fa' il possibile per tenere distinto il tempo della tua Confessione e quello in cui partecipi alla S. Messa.

 

 

contatti: info@parrocchiabattu.org