Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore
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LA PAROLA DEL PARROCO (torna all'indice)

AURORA SETTEMBRE 2007

 LA PAROLA DEL PARROCO 

Cari amici della Parrocchia di Gesù Divin Lavoratore, siamo  entrati nei mesi della ripresa delle attività pastorali a pieno ritmo!

E come ogni anno siamo chiamati a camminare insieme tenendo presente una meta ben precisa verso la quale muovere i nostri passi.In questo nuovo anno pastorale il nostro vescovo Claudio ha indicato a tutte le comunità cristiane il modo di vivere e lavorare con la nuova Lettera che porta il titolo: “Riannodiamo la rete”.

Così ci scrive: “Volendo tracciare un percorso pastorale per la Diocesi, dopo la visita del Papa Benedetto XVI, non posso non riferirmi al messaggio che egli ci ha lasciato sia attraverso le sue parole sia attraverso il gesto stesso del venire tra noi anche se solo fugacemente, per poche ore.

Quali percorsi di fede, di carità, di missionarietà possiamo e dobbiamo dedurre da questo messaggio forte e impegnativo?

Quale impulso è stato offerto alle parrocchie, alle famiglie, alle associazioni, ai preti, ai fedeli tutti?

Sono interrogativi che – in un recente e specifico incontro – ho rivolto ai Consigli presbiterale e pastorale riuniti insieme: da loro sono venute interessanti e diversificate “letture” del messaggio papale e, quindi, proposte articolate secondo le molteplici esperienze pastorali di cui ciascuno è portatore.

La prima risposta a questi interrogativi ci è stata offerta dal Papa stesso il quale è  venuto tra noi “soprattutto per incoraggiarci ad essere ardimentosi testimoni di Cristo”. Mi sono convinto che occorre tempo per assimilare ed approfondire il senso della visita papale: le sue parole non devono essere lette sbrigativamente o superficialmente: sarebbero presto lasciate cadere nel vuoto, senza alcuna ripercussione sulla vita della nostra comunità. 

Per questo, non vorrei tradurre subito in un piano pastorale il messaggio papale, ma vorrei  che questo anno fosse dedicato ad una riflessione più attenta sulla nostra situazione ecclesiale, per verificare quali siano le sue esigenze più vere e la sua reale disponibilità a compiere scelte responsabili  di fronte ad un nuovo percorso pastorale.  Non mi nascondo la difficoltà – forse l’allergia – di tanti operatori pastorali, sacerdoti compresi, quando giungono proposte e indicazioni da collocare dentro il cammino che ogni comunità cristiana sta già compiendo.

Anche per questo, prima di pensare ad un piano pastorale strutturato su un percorso lungo un triennio, propongo di “sostare” per meglio riflettere alla luce dello Spirito, con lo sguardo rivolto alla parola del Vangelo e al magistero del Papa per “interpretare questo nostro tempo e per metterci in ascolto di ciò che il Signore dice anche alla nostra Chiesa che è in Vigevano, ricordando  che “in ogni tempo lo Spirito del Signore può rendere efficace lamissione della Chiesa nel mondo” .La voce dello Spirito loda la Chiesa “per le opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza” e, nello stesso tempo, invita alla conversione e a osare cose nuove: “svegliati, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio”. 

Interroghiamoci, allora, come l’uomo del Vangelo che intende progettare e costruire una torre:

quali sono le nostre reali possibilità nell’intraprendere un percorso pastorale coerente con le sollecitazioni del Papa? 

Certo, non ci poniamo la domanda perché ci sentiamo artefici e protagonisti dell’impresa, dimenticando che senza la grazia del Signore non possiamo fare nulla.

Neppure intendiamo sostare per “contarci”, sciogliendo “lamenti e pianti” davanti a numeri  che sempre più sono in diminuzione (preti, suore, collaboratori impegnati…), mentre “un tempo non era così!”

Neppure vogliamo restare prigionieri di una visione di Chiesa prevalentemente terrena e “orizzontale”: correremmo il rischio di paralizzare o insabbiare qualsiasi iniziativa che, per la sua “novità”, scuote e mette in crisi certe abitudini consolidate. 

Vogliamo, invece, “sostare e interrogarci”.

Avremo modo cari fratelli e sorelle di sostare e interrogarci durante questo anno pastorale, anche nella nostra comunità, per capire quali sono I NODI che vanno stretti nuovamente e quelli invece che è il caso di sciogliere perché la RETE della nostra comunità serva per il vangelo testimoniato e vissuto.

don Mauro

 

IL 2 SETTEMBRE il Vescovo Claudio ha celebrato il Sacramento della Cresima per :

1)      AINA DAVIDE

2)      BATTISTA CRISTIAN

3)      BELCASTRO GIOVANNA

4)      BUGANZA ALBERTO

5)      BUSONERA MORGANA

6)      CALABRO’ NICLA

7)      COSTA GIULIA

8)      CUPINO GAETANO

9)      DE PREVIDE PRATO GAIA

10)  FOTIA FEDERICA

11)  HABILAJ ALBERTINO

12)  ISOLA VALENTINA

13)  LASTELLA ARIANNA

14)  LOMBARDI JESSICA

15)  MAGAGNA SIMONE

16)  MANCUSO MICHAEL

17)  MERLIN MIRCO

18)  MERLOTTI EMANUELE

19)  MORETTI GABRIELE

20)  OLIVARES SOFIA

21)  POZZI FRANCESCO

22)  RATTI GABRIELE

23)  RIGOLI ALESSANDRO

24)  RUCCIONE GIORGIA

25)  RUGGIRELLO MIRKO

26)  SAINO IRENE

27)  SALDUA PAUL

28)  SCHENONE LINDA

29)  VERONESE ELENA

30)  ZACCARIA ANDREA

31)  DI CORRADO SAMANDA

  

LA MADONNA DEL S. ROSARIO

 PREGHIERA :

 O Vergine Immacolata, Regina del Rosario, che spargi i tesori

della Celeste Misericordia, difendici dal male, dall'orgoglio,

e purifica i nostri affetti. Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione,

vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia, Regina del Santo Rosario.

 Quella della Madonna del Rosario è una delle tradizionali raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria. Ella è rappresentata con  una veste azzurra e una corona del rosario tra le mani.La Chiesa cattolica celebra la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre di ogni anno. Questa festa fu istituita dal papa Pio V a perenne ricordo della battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571, nella quale la flotta della "Lega Santa" (formata da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa) sconfisse quella dell'Impero Ottomano. I cristiani attribuirono il merito della vittoria alla protezione di Maria, che avevano invocato recitando il Rosario prima della battaglia. 

Il Santo Rosario

Rosario, "rosaio" fiorito nel nel XIII secolo dalla pietà popolare come preghiera, quasi corona di rose alla Vergine Maria.

Questa preghiera attribuita dalla tradizione a San Domenico, forse è nata nelle Confraternite, particolarmente assistite dai Padri Domenicani, che ne furono i primi ferventi apostoli nella Chiesa.

La Corona accompagnata per una terza parte la preghiera rosariana, intessuta da cinque decine di grani su cui si registra il succedersi delle Ave Maria; ogni decina di grani è intervallata da un grano isolato per il Padre nostro, il Gloria e per dare spazio al richiamo del mistero contemplato. I misteri sono quindici, divisi nei cinque del gaudio, cinque del dolore e cinque della gloria. A questi, Giovanni Paolo II, indicendo l'Anno del Rosario, con la sua lettera Apostolica "Rosarium Virginis Mariae" - del 16 ottobre 2002 - ne aggiunse altri cinque: i "misteri della Luce". Il Santo Padre sottolinea che il Rosario è preghiera mariana del cuore cristologico che concentra in sè la profondità dell'intero messaggio evangelico e ci fa contemplare con Maria il volto di Cristo, e chiama a conformarsi a Lui. La stessa "Corona" converge nell'immagine del Cristo Crocifisso, ed è eloquente simbolo della nostra fede cattolica.

I Pontefici hanno sempre caldeggiato e vivamente raccomandato la preghiera del Rosario, detta "Vangelo in compendio", "salterio del popolo", "catena dolce che ci riannoda a Dio", "preghiera della famiglia per la famiglia", "scuola di contemplazione e di meditazione" dei misteri della salvezza, utili a metterci in comunicazione con Gesù attraverso il cuore della Madre: danno senso e luce di trasfigurazione alle vicende della nostra vita, ai momenti di gioia, di fatica, di dolore, di tenebre, di lutto, di successo ed insucesso.

Dopo che Pio V attribuì alla particolare assistenza della "Madonna del Rosario" la grande vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571), la Chiesa volle a Lei dedicata una festa annuale: dal 1913 celebrata il 7 ottobre in memoria della B.V. Maria del Rosario.

La preghiera rosariana, ritenuta e creduta arma spirituale di Vittoria, sorgente di grazia e di grazie, fu sempre cara ai Santi ed al popolo di Dio, ed è prediletta dalla Vergine. Lo attestano Lourdes e Fatima, dove Maria è apparsa con il segno della Corona del Rosario.

 

 

 

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